Toscana

Mercanti: primarie da valutare senza preclusioni

In vista del voto amministrativo, l’ex esponente dem propone un metodo condiviso, una squadra solida e attenzione al territorio.

Il centrosinistra si prepara ad avviare il percorso in vista delle prossime elezioni comunali e il confronto interno si apre anche sul metodo da seguire per individuare il candidato o la candidata. In questo contesto, Valentina Mercanti, ex consigliera regionale del Partito democratico, ha replicato alla posizione espressa dal movimento Lucca è un Grande Noi, rappresentato da Ilaria Vietina.

Il gruppo aveva contestato l’ipotesi di escludere a priori le primarie e aveva richiamato la necessità di non disperdere il patrimonio politico e amministrativo costruito negli anni. La discussione arriva alla vigilia della prima riunione del centrosinistra dedicata al percorso verso le comunali. Mercanti ha affidato la propria risposta alla pagina Facebook del movimento, ricordando anche la richiesta avanzata nel 2021 di partecipare alle primarie poi vinte da Francesco Raspini.

Il nodo della scelta del candidato

Secondo l’ex esponente dem, il punto di partenza deve essere la possibilità di prendere in considerazione tutti gli strumenti senza trasformarli in scelte obbligate. Le primarie, sostiene, non devono essere considerate né un tabù né un obiettivo da perseguire a ogni costo, ma una risorsa democratica da esaminare insieme quando il quadro sarà definito.

Mercanti invita allo stesso tempo la classe dirigente a non escludere la capacità di arrivare a una sintesi. L’eventuale ricorso alle primarie, osserva, non dovrebbe ridursi a un mezzo di posizionamento personale o di esercizio del potere. La selezione del candidato, aggiunge, dovrà invece nascere da una visione di lungo periodo e dal lavoro di una squadra preparata, evitando l’idea di una singola figura al comando.

Continuità, innovazione e partecipazione

Nel suo intervento Mercanti affronta anche il tema della discontinuità chiesta da una parte del centrosinistra. Il cambiamento, spiega, si misura attraverso i fatti e le decisioni quotidiane, ma non deve tradursi nella cancellazione del lavoro svolto sul territorio. Valorizzare l’attività di opposizione e di ascolto portata avanti negli ultimi anni, sostiene, può rappresentare una base concreta per costruire innovazione.

La dirigente richiama infine la necessità di un percorso capace di coinvolgere anche chi ha continuato a lavorare per la città lontano dai riflettori. L’unità d’intenti viene indicata come un punto di partenza, da trasformare però in un metodo trasparente e aperto all’autocritica. Il confronto, conclude Mercanti, dovrà proseguire nel segno della partecipazione, del rispetto reciproco e senza scorciatoie.