Entrano in una fase decisiva le settimane per Banca Mps, mentre il dibattito politico si concentra sulle possibili ricadute della doppia offerta lanciata dall’istituto senese. Il prossimo passaggio riguarda Banco Bpm, che ha convocato il consiglio di amministrazione per valutare l’operazione.
I prossimi passaggi societari
Il calendario prevede anche l’assemblea di Intesa Sanpaolo, fissata al 10 settembre. In quella sede l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, sarà chiamato a illustrare il progetto agli investitori. Una prima valutazione è arrivata da Generali, che esaminerà l’offerta senza pregiudizi ostili. Per Mps resta inoltre un passaggio interno rilevante: l’assemblea del 29 ottobre dovrà raggiungere la maggioranza dei due terzi per approvare la doppia Ops.
Tra gli elementi destinati a incidere sulle decisioni dei soci delle banche coinvolte ci sono il possibile ruolo di Generali nella gestione del comparto assicurativo del nuovo gruppo e il mantenimento a Milano di alcune funzioni strategiche di Banco Bpm. L’obiettivo sarebbe preservare competenze e attività dell’istituto, evitando una dispersione del patrimonio organizzativo.
Il confronto si lega anche al futuro di Mps e al rischio di uno smembramento della banca. L’operazione con Intesa Sanpaolo prevede infatti una suddivisione della rete, con circa 650 filiali da una parte e 635 dall’altra, oltre alle altre strutture e funzioni. Su questa prospettiva si è espressa apertamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il confronto politico
Il tema sarà al centro di un vertice in programma a Roma giovedì. Vi parteciperanno il sindaco Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Eugenio Giani, che incontreranno il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’appuntamento servirà a discutere gli equilibri dell’operazione e le possibili ricadute sul territorio.
Il Partito democratico di Siena ha replicato alle critiche di Fratelli d’Italia, dopo l’invito della segretaria Elly Schlein a tenere la politica fuori dall’operazione. Secondo il Pd, la politica non deve scegliere vincitori e vinti, ma ha il dovere di valutare se le decisioni in corso possano danneggiare interessi collettivi fondamentali.
Anche il Movimento 5 Stelle ha preso posizione. Il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti ha chiesto al governo di fare la propria parte, domandando se sarebbe disposto a ricorrere al golden power qualora fosse necessario. Futuro nazionale, con Michela Guerrini e Maria Antonietta Campolo, ha invece sollecitato una valutazione sul possibile ruolo di Crédit Agricole nei futuri equilibri. Pietraserena ha infine confermato il sostegno a Lovaglio e giudicato positivamente le operazioni di Mps in funzione di contrasto all’offerta di Intesa Sanpaolo.