È morta all’età di 93 anni Rosellina Archinto, figura centrale dell’editoria italiana per l’infanzia. Nata a Genova nel 1933, aveva vissuto e lavorato a Milano, dove aveva costruito una parte importante della sua attività professionale e del suo impegno nella vita culturale della città.
La sua esperienza editoriale è legata soprattutto alla fondazione di Emme Edizioni, nata nel 1963 dopo gli studi in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e un periodo trascorso a New York, dove frequentò la Columbia University. Il nome della casa editrice richiamava il cognome da ragazza, Marconi.
Una nuova idea di editoria per l’infanzia
Con Emme Edizioni, Archinto cercò di superare i modelli che considerava antiquati e convenzionali nella letteratura destinata ai bambini. La casa editrice portò in Italia il lavoro di illustratori stranieri come Maurice Sendak, Leo Lionni e Eric Carle, insieme a Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo.
Allo stesso tempo, Emme contribuì a valorizzare autori e disegnatori italiani, tra cui Bruno Munari, Enzo e Iela Mari, Emanuele Luzzati e Flavio Costantini. In un’intervista al Corriere della Sera del 2021, Archinto aveva spiegato di voler realizzare libri prima di tutto belli, prendendo le distanze da una produzione che giudicava stereotipata e caratterizzata da testi mielosi e immagini convenzionali.
Dalle case editrici alla vita pubblica
Nei primi anni Ottanta cedette Emme Edizioni e fondò la Rosellina Archinto Editore, specializzata soprattutto in epistolari e testi letterari. Tra il 1986 e il 1996 pubblicò inoltre la rivista mensile Leggere, dedicata alla letteratura, alle recensioni e alle novità librarie, che raggiunse complessivamente novanta numeri.
Nel 1999, insieme alla figlia Francesca, diede vita a BabaLibri. La sua abitazione milanese fu per lungo tempo un luogo d’incontro per intellettuali, artisti e protagonisti della cultura italiana e internazionale, confermando il ruolo di Archinto nella rete culturale cittadina.
Archinto partecipò anche alla vita politica milanese. Nel 1990 fu eletta come indipendente nelle liste del Partito Repubblicano Italiano nel Consiglio comunale di Milano e, tra il 1990 e il 1993, presiedette la Commissione Cultura. Nel 1992 il Pri la indicò come candidata a sindaca, ma la candidatura non si concretizzò.
Il sindaco Giuseppe Sala ha ricordato sui social la scomparsa, definendo Archinto una protagonista della vita culturale di Milano, pioniera dell’editoria per ragazzi e donna impegnata nella vita civile. Per il primo cittadino, resterà un punto di riferimento per la città.