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Fabio De Pasquale lascia la toga e chiude il caso disciplinare

Dopo 42 anni, le dimissioni fanno decadere l’azione del Csm mentre Sergio Spadaro resta sotto esame.

Dopo 42 anni di carriera, Fabio De Pasquale ha lasciato anticipatamente la magistratura. Le dimissioni volontarie hanno determinato l’archiviazione del procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti davanti al Consiglio superiore della magistratura, impedendo l’eventuale applicazione di sanzioni legate alla gestione del processo sui vertici Eni.

La vicenda legata al processo Eni

Il procedimento riguardava la presunta mancata trasmissione alle difese di documenti ritenuti rilevanti nel processo. Secondo le accuse iniziali, l’allora procuratore aggiunto De Pasquale e il collega Sergio Spadaro avrebbero omesso di depositare atti in grado di mettere in discussione l’attendibilità di Vincenzo Armanna, indicato come il principale accusatore nel procedimento.

In primo e secondo grado, i due magistrati erano stati condannati a otto mesi per rifiuto di atti d’ufficio. La Corte di cassazione, tuttavia, lo scorso giugno ha annullato la condanna sul piano penale, cancellando l’esito giudiziario sfavorevole. La vicenda si inserisce nella lunga carriera di De Pasquale, che ha seguito inchieste di grande rilievo, comprese quelle riguardanti Bettino Craxi e Silvio Berlusconi.

Gli effetti delle dimissioni

Dopo l’annullamento della condanna penale, la Procura generale della Cassazione e il Ministero della Giustizia si preparavano a riattivare il procedimento disciplinare davanti al Csm. In questa sede non sarebbe stato contestato il reato, ma la presunta violazione dei doveri di imparzialità, lealtà processuale e correttezza nei confronti del tribunale e delle difese, in relazione al mancato deposito tempestivo della documentazione.

De Pasquale ha però rassegnato le dimissioni con un anno di anticipo rispetto alla pensione. Non essendo più in servizio, il magistrato è decaduto dal procedimento disciplinare e il Csm ha dovuto prenderne atto. In precedenza era stato declassato da procuratore aggiunto a sostituto semplice.

La posizione di De Pasquale è quindi distinta da quella di Spadaro. Quest’ultimo è tuttora in servizio e, secondo quanto riportato, dovrà affrontare il procedimento disciplinare collegato alla vicenda. L’ex magistrato, invece, ha concluso il proprio percorso nella magistratura italiana e si appresta ad assumere un nuovo incarico a livello internazionale.