Toscana

Evam, resta il mistero sulle bottiglie mancanti

L’opposizione chiede la relazione del vertice e nuovi chiarimenti sulla gestione del deposito.

Resta senza una risposta definitiva la domanda sulla sorte di circa 500mila bottiglie d’acqua risultate mancanti dal magazzino di Evam alle Jare, a Massa. La vicenda è stata al centro di una commissione comunale a porte chiuse, durante la quale è stato ricostruito il percorso seguito dalla società dopo l’emersione delle differenze nelle giacenze.

Secondo quanto riferito dal sindaco Francesco Persiani, il problema sarebbe stato individuato dai controllori di Evam durante le verifiche sui quantitativi presenti nel deposito. L’ammanco risalirebbe alla fine del 2024 o all’inizio del 2025 e riguarderebbe bottiglie di acqua minerale che non risultavano più nei magazzini della società.

Il recupero del valore della merce

Una volta accertata la discrepanza, il consiglio di amministrazione di Evam avrebbe avviato le procedure per recuperare il valore economico dei prodotti. Il pagamento, ha spiegato Persiani, è avvenuto attraverso una transazione con la ditta incaricata della gestione del deposito. L’importo sarebbe stato restituito integralmente e la posizione, secondo il sindaco, è stata così regolarizzata.

Per Persiani, il caso è stato quindi affrontato e chiuso sotto il profilo economico. Il primo cittadino ha sostenuto che la società si sia accorta rapidamente dell’anomalia e che i suoi organi abbiano agito per riportare la situazione alla normalità. Ha inoltre difeso il ruolo di vigilanza svolto dal Comune, socio quasi totalitario di Evam, e ha ringraziato il personale della società.

Il sindaco ha indicato nella movimentazione di grandi quantità di prodotto il contesto nel quale possono verificarsi errori o anomalie. La circostanza decisiva, nella sua ricostruzione, è però che la differenza sia stata individuata e che il valore della merce sia stato recuperato. Questa spiegazione non ha esaurito i dubbi dell’opposizione, interessata soprattutto a chiarire come sia avvenuta la fuoriuscita delle bottiglie.

La richiesta di accesso agli atti

La consigliera di opposizione Dina Dell’Ertole non contesta il recupero della somma, ma chiede di conoscere la dinamica dell’accaduto. Durante e dopo la commissione ha domandato se si sia trattato di un furto, di una sottrazione o di un’altra irregolarità, sottolineando che questo aspetto non sarebbe stato chiarito a sufficienza.

Dell’Ertole aveva inoltre chiesto che la seduta fosse trasmessa in streaming, ritenendo che l’argomento avesse una rilevanza più ampia rispetto alla sola illustrazione dei conti societari. La richiesta non è stata accolta. Nel corso della riunione è stata presentata anche la relazione dell’amministratore di Evam, Massimo Gelati, ascoltato dalla commissione.

Per esaminare quel documento, la consigliera ha presentato un accesso agli atti e attende di acquisire la relazione scritta prima di formulare ulteriori valutazioni o assumere nuove iniziative. Sullo sfondo resta anche la questione del mancato pagamento di alcune bollette delle utenze, anch’essa risolta, secondo quanto riferito, con la ditta che gestisce il magazzino.