Gli uffici del Comune di Prato rispondono alle contestazioni sollevate dal consigliere comunale Jonathan Targetti, esponente de L’Alternativa c’è, sulla mancata realizzazione della piscina di Iolo. Al centro della disputa ci sono la revoca del finanziamento Pnrr da 6,5 milioni di euro e il mutuo da 9,5 milioni acceso nel 2023. Targetti ha presentato esposti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, chiedendo di fare luce sull’iter amministrativo e sulle responsabilità legate all’opera.
La posizione dell’amministrazione
In una nota diffusa il 21 agosto 2026, gli uffici definiscono parziale la ricostruzione del consigliere, elaborata sulla base dei documenti disponibili online. Secondo il Comune, quella documentazione non consentirebbe di restituire la complessità dell’intera vicenda, avviata nel 2019. L’amministrazione ribadisce che la perdita del contributo Pnrr non equivale all’impossibilità di realizzare la piscina e assicura che il percorso prosegue con questo obiettivo.
Il Comune sostiene inoltre che i rilievi emersi sul progetto siano stati affrontati attraverso soluzioni tecniche ritenute idonee. Le verifiche avrebbero infatti evidenziato alcune non conformità progettuali, che inizialmente avevano impedito la validazione degli elaborati. Sarebbero quindi stati necessari ulteriori passaggi e una significativa riformulazione del progetto, fino alla successiva validazione da parte degli organi competenti. Gli uffici precisano che non esiste alcun atto con cui sia stata dichiarata l’impossibilità tecnica di realizzare l’impianto.
Quanto al mutuo, la nota spiega che il finanziamento è ancora attivo perché gli uffici comunali stanno proseguendo nell’iter per la realizzazione dell’opera. I ritardi vengono attribuiti al tempo accumulato nelle precedenti fasi di appalto, soprattutto nella produzione e nel completamento della progettazione che, secondo il contratto, spettavano all’operatore economico aggiudicatario. Si trattava di un appalto integrato, con progettazione definitiva ed esecutiva a carico dell’impresa incaricata.
Gli aspetti ancora da chiarire
Nel comunicato non vengono indicati né il soggetto affidatario dell’appalto né la raggruppamento temporaneo di imprese vincitore, con il relativo capofila. Gli uffici contestano a Targetti di non aver presentato una specifica istanza di accesso agli atti per ottenere l’intero fascicolo amministrativo. La presenza di alcuni documenti sul sito istituzionale, viene sottolineato, non coinciderebbe con la conoscenza completa del procedimento.
Proprio la disponibilità di 27 atti, esaminati e allegati dal consigliere agli esposti, resta uno dei punti del confronto. Il Comune afferma che nella ricostruzione mancherebbero elementi relativi alle contestazioni rivolte all’appaltatore, alle penali applicate, alle difficoltà del gruppo di progettazione indicato dall’aggiudicatario e alla sua successiva sostituzione. La nota richiama anche le attività dei verificatori, le interlocuzioni con il Collegio consultivo tecnico e gli interventi svolti nelle fasi successive.
Gli uffici spiegano infine di stare seguendo due percorsi distinti: da una parte il futuro della piscina e le modalità con cui potrà essere realizzata, dall’altra la valutazione delle posizioni contrattuali maturate durante l’appalto. Su questo secondo fronte sarebbero già state avviate le verifiche necessarie per tutelare gli interessi economici e patrimoniali del Comune di Prato. La Corte dei Conti, conclude la nota, attiverà comunque i propri controlli, come previsto per i finanziamenti Pnrr revocati.