Agosto propone una nuova serie di appuntamenti al monastero delle suore domenicane di San Vincenzo Ferreri e Santa Caterina de’ Ricci, a Prato. Le celebrazioni sono dedicate al Crocifisso di Santa Caterina e alla Madonna dei Papalini, due immagini legate alla storia e alla tradizione religiosa della comunità monastica.
Il triduo per il Crocifisso
Il primo appuntamento è il triduo in programma dal 22 al 24 agosto nella basilica di San Vincenzo e Santa Caterina. Le celebrazioni ricordano il cosiddetto miracolo dell’abbraccio del Cristo raffigurato sul Crocifisso che la santa pratese custodiva nella propria cella.
Secondo la tradizione, Santa Caterina de’ Ricci aveva 20 anni quando il Cristo avrebbe staccato le braccia dalla croce per abbracciarla. La santa avrebbe quindi chiesto alle monache di mantenere vivo il ricordo dell’evento portando il Crocifisso in processione per tre volte e pregando per la conversione dei peccatori. La pratica è stata conservata fino a oggi. Il manufatto è custodito in una cappella al piano superiore del monastero, accanto alla cella dove la religiosa morì il 2 febbraio 1590.
Sabato 22 agosto il programma inizierà alle 7.30 con le lodi, seguite alle 8 dalla messa celebrata da don Luciano Pelagatti. Alle 18.45 è previsto il vespro. Domenica 23 agosto le lodi saranno alle 8 e la messa alle 8.30, con padre Salvatore Spanu; il vespro è fissato alle 18.45. Lunedì 24 agosto, anniversario del miracolo, le lodi si terranno alle 7.30, mentre alle 8 sarà celebrata la messa presieduta dal vescovo di Prato Giovanni Nerbini. La giornata terminerà alle 18.30 con il vespro.
La festa della Madonna dei Papalini
Il secondo appuntamento è fissato per sabato 29 e domenica 30 agosto, con la festa della Madonna dei Papalini, nel 514° anniversario dell’episodio collegato al Sacco di Prato del 1512. In quel periodo l’esercito del viceré di Napoli Ramon de Cardona, affiancato dal cardinale Giovanni de’ Medici, assediò la città, che venne conquistata il 29 agosto. Il saccheggio durò 22 giorni e provocò centinaia di vittime, oltre a violenze diffuse.
Anche i monasteri furono coinvolti, ma nel convento di San Vincenzo la tradizione ricorda un episodio particolare. I capitani spagnoli Giovanni, Spinoso e Vincenzio, entrati nel monastero, avrebbero trovato le suore raccolte in preghiera davanti a una statua della Madonna. Dopo essersi fermati e aver pregato, avrebbero promesso alla priora, madre Raffaella da Faenza, di risparmiare il monastero. La statua, una terracotta policroma degli inizi del Cinquecento, è da allora venerata come protettrice e salvatrice. Oggi si trova nella cappella che fino al 1732 ospitò la prima sepoltura di Santa Caterina.
Sabato 29 agosto le lodi saranno alle 7.30, seguite alle 8 dalla messa celebrata dal vicario generale don Daniele Scaccini. Il vespro è previsto alle 18.45. Domenica 30 agosto l’appuntamento con le lodi è alle 8, mentre alle 8.30 sarà celebrata la messa con il domenicano padre Roland N’Gbe. Alle 18.45 si terranno il vespro solenne e, a seguire, la processione con la statua della Madonna all’interno del monastero. Nel corso delle celebrazioni, il Crocifisso e la statua saranno esposti alla grata che si affaccia sul coro interno. Tutte le liturgie saranno animate dalle monache domenicane.