Veronica Poli, consigliera comunale di Forza Italia, interviene sul tema dell’emergenza abitativa e sostiene l’iniziativa del consigliere regionale Diego Petrucci, che ha proposto una ricognizione degli edifici sfitti di proprietà della Regione e di altri enti regionali. L’obiettivo indicato è individuare strutture inutilizzate che possano essere recuperate e destinate a uso abitativo.
La ricognizione degli immobili
Poli invita ad affrontare la questione partendo dalle esigenze delle persone che non riescono a sostenere i costi di un affitto o dell’acquisto di una casa. Secondo la consigliera, non è sufficiente concentrarsi sulle liste di attesa: la priorità deve essere trovare soluzioni concrete per le famiglie in difficoltà.
Nel suo intervento, Poli ricorda gli investimenti realizzati dal Comune di Pisa a partire dal 2018. Si tratta, afferma, di 10 milioni di euro di risorse proprie e di altri 30 milioni di provenienza statale destinati all’edilizia popolare e all’emergenza abitativa. Le cifre vengono citate per sottolineare l’impegno dell’amministrazione comunale nel settore.
Il recupero richiede risorse
La consigliera precisa tuttavia che l’individuazione di un edificio rappresenta soltanto il primo passaggio. Prima di poterlo assegnare, sostiene, è necessario verificare se la struttura possa essere trasformata in abitazione, procedere con il recupero e reperire le risorse economiche necessarie per i lavori.
Da qui la richiesta rivolta non soltanto alla Regione, ma anche alla Provincia e a tutti gli enti pubblici: censire gli immobili inutilizzati di proprietà pubblica che potrebbero essere destinati a finalità abitative e prevedere, una volta completata la ricognizione, gli stanziamenti necessari per renderli disponibili.
Poli richiama infine l’esperienza maturata a Pisa nella gestione dell’edilizia popolare. A suo giudizio, il metodo costruito dal Comune dal 2018, in una situazione che definisce segnata da forti criticità, potrebbe essere utilizzato anche per sviluppare ulteriori interventi. La proposta si inserisce così nel confronto sulle politiche abitative e sulla possibilità di recuperare patrimonio pubblico oggi non utilizzato.