Il Mediterraneo occidentale presenta temperature superficiali eccezionalmente elevate, su valori record rispetto all’era delle osservazioni. È questo il contesto nel quale si inserisce il peggioramento atteso sulla Toscana, con particolare attenzione per Pisa e la sua provincia. A spiegare la possibile evoluzione dei fenomeni è Francesco Meneguzzo, fisico, meteorologo e ricercatore del Cnr, oltre che nuovo commissario straordinario del Consorzio Lamma.
Secondo Meneguzzo, la situazione presenta pochi precedenti recenti. Le perturbazioni che attraversano normalmente le medie latitudini si trovano infatti a interagire con un bacino caratterizzato, in ampie aree, da temperature tipiche di mari tropicali. Questa combinazione può fornire ai sistemi temporaleschi grandi quantità di energia e umidità, aumentando la potenziale intensità dei fenomeni ma anche l’incertezza sulle aree che saranno colpite.
Due fasi di peggioramento
Per il territorio pisano sono state indicate due fasi. Una prima, attesa durante la notte, avrebbe dovuto interessare in modo più sporadico soprattutto la fascia costiera, dalla Versilia verso sud. Una seconda fase, più organizzata, è prevista nel corso della mattina, indicativamente tra le 8 e le 12-13, con il passaggio di temporali sulla regione. Ai fenomeni potranno associarsi forti raffiche di vento.
Lo scenario comprende precipitazioni molto intense in brevi intervalli, grandine e raffiche. In alcuni settori del Mediterraneo le anomalie della temperatura superficiale raggiungono i 4-5 gradi, ma l’eccesso di calore non riguarda soltanto lo strato più vicino alla superficie: anche in profondità permane una quantità significativa di energia. Il mare può quindi alimentare flussi di calore e umidità verso l’atmosfera quando la perturbazione attiva instabilità e sollevamento.
Piogge concentrate e previsioni complesse
Tra i rischi indicati ci sono precipitazioni concentrate e possibili allagamenti urbani. Nell’arco dell’evento sono previsti massimi locali di 70-100 millimetri, con valori localmente superiori, mentre le intensità orarie potrebbero arrivare a 60-80 millimetri. La criticità principale è legata alla possibilità che una quantità rilevante di pioggia cada in un periodo molto breve.
La previsione puntuale dei temporali risulta particolarmente complessa in un quadro simile. I modelli meteorologici continuano a fornire indicazioni, ma dispongono di pochi casi storici realmente confrontabili con l’attuale combinazione tra acqua eccezionalmente calda e dinamica perturbata delle medie latitudini. Restano quindi margini di incertezza sulla localizzazione e sull’intensità dei fenomeni.
Il passaggio della perturbazione dovrebbe determinare un sensibile calo delle temperature. Nel fine settimana le massime sono attese nuovamente in aumento, ma non si prevede al momento un ritorno immediato ai picchi di 38-40 gradi delle settimane precedenti. Le minime notturne potrebbero restare elevate, con notti tropicali e valori superiori ai 20 gradi, anche per effetto del calore accumulato dal mare. Tra lunedì e martedì viene infine considerata possibile una nuova fase di peggioramento, ancora da definire nei dettagli.