Ronaldinho a Ravenna, tra magia, mosaici e un sogno chiamato gol. È tutto vero. Ravenna è un festival. L’intuizione della famiglia Cipriani ha portato in città un totem di 46 anni, Pallone d’Oro nel 2005, uno che nel mondo del calcio è, a modo suo, patrimonio dell’Unesco. Mirabilandia è poco lontana, ma Dinho non ha bisogno di effetti speciali: gli basta quel suo sorriso largo, che non lo abbandona mai.
“Sono molto felice di essere qui con gli amici – racconta Dinho –. Abbiamo una squadra per fare bene. Se mi vedrete in campo? Non lo so”, dice sorridendo. “Lo sa l’allenatore. La gente è stata affettuosa con me, tornare in Italia è bellissimo. La gioia più grande che potrei regalarmi? Sono qui per aiutare i miei compagni e vincere, se possibile”.
La giornata di Ronaldinho a Ravenna era iniziata poco dopo mezzogiorno, con l’atterraggio all’aeroporto di Forlì. Subito gli autografi: su un casco e su una cartella di due addetti aeroportuali. Il cellulare nella mano sinistra, un look trendy, il cappellino diventato ormai un’icona e quel sorriso che spuntava dal finestrino dell’auto. Poi il pranzo e una «pennica» alla Residenza La Monaldina, villa settecentesca appartenuta a Raul Gardini.
Destinazione finale: Marina di Ravenna, per la presentazione della squadra. Con lui, naturalmente. E lì è stata apoteosi. Tutto vero, appunto. “Il mio gol numero 300? Se succederà, sarà ancora più bello”.
Ronaldinho torna anche sui suoi anni italiani e sui ricordi che ancora lo legano al nostro calcio: “In Italia ho avuto ricordi bellissimi e il gol nel derby è stato il momento migliore. Seguo sempre il Milan, è una squadra che mi piace molto. Modric, che ho incontrato ieri sera, è stato uno dei più grandi. Mi piacerebbe che venisse organizzata un’amichevole Ravenna-Milan”.
Il Ravenna è allenato da Andrea Mandorlini, già viceallenatore dei giallorossi dal 1994 al 1998. La squadra giocherà in Serie C e può contare su giocatori rappresentativi come Nicolas Viola, Giulio Donati, Esposito il capitano, Fischnaller e Vinicius, altro brasiliano di talento. E poi c’è lui. Dinho. Uno che ha vinto tutto, collezionato gol, autografi, selfie, attenzioni e boati. Una città intera si è stretta attorno al suo sorriso e ora Ravenna, in attesa dell’esordio del 24 contro la Reggiana, si sente un po’ Hollywood. “Mi vedete – sorride Dinho –: sono in forma. Sto bene”.
Il mercato del Ravenna fa capo ad Ariedo Braida, storico dirigente del Milan e oggi vicepresidente del club. “Non fate domande a me”, scherza Braida. “Qui abbiamo la magia del calcio. Cosa volete di più? Un vecchio campione lo ha messo al primo posto fra i più grandi”.
Ignazio Cipriani, presidente del Ravenna, aveva annunciato l’operazione da Miami attraverso un comunicato, chiarendo fin dall’inizio l’obiettivo: “Ronaldinho è qui con un obiettivo chiaro e romantico: provare a segnare il suo ultimo gol in carriera. E il suo coinvolgimento non è una semplice mossa di facciata o una giocata di marketing per far parlare di noi. Ronaldinho diventerà socio del Ravenna”.
Il colpo, dunque, è molto più di un’operazione d’immagine. Gaucho, ex Milan, entrerà anche nella società. “Entrerà con delle quote, sì”, conferma Cipriani. “Ma intanto lunedì contro la Reggiana non ci sarà. Il sogno è che poi segni un gol nel nostro derby”. E così Ravenna si prepara a vivere la sua nuova favola. Tra mosaici, storia, calcio e quel sorriso inconfondibile. Con Ronaldinho protagonista.