Firenze (FI)

Una casa per persone vulnerabili in via dell’Anconella

Tre nuovi appartamenti contro la marginalità sociale

Una casa per persone vulnerabili in via dell’Anconella

Una casa come punto di partenza per uscire dalla marginalità e ricostruire un percorso di autonomia. Con i tre nuovi appartamenti Housing First di via dell’Anconella, il Comune amplia la rete cittadina delle risposte dedicate alle persone più vulnerabili. Qui troveranno alloggio donne fragili con bambini e persone anziane che, dopo essere cadute in un percorso di marginalità, iniziano un percorso di autonomia attraverso una coabitazione supportata da operatori. Gli spazi, realizzati nell’immobile comunale al civico 1, sono stati presentati questa mattina alla presenza della sindaca Sara Funaro e dell’assessore al Welfare e alla casa Nicola Paulesu. L’intervento, finanziato con 500mila euro del PNRR, si affianca al progetto già completato in via Pier Capponi, il primo di housing first della città di Firenze.

I tre appartamenti sono destinati a persone in condizioni di particolare fragilità sociale e abitativa, già prese in carico dai Servizi sociali e che non sono in grado di accedere autonomamente a una soluzione abitativa. Le équipe multidisciplinari valuteranno i requisiti e predisporranno per ciascun beneficiario un progetto personalizzato di accompagnamento verso una progressiva autonomia abitativa e sociale.

L’intervento di via dell’Anconella si inserisce nello stesso percorso di Housing First realizzato in via Pier Capponi, dove è stata completata una struttura di cohousing composta da 13 alloggi con spazi e servizi comuni. Si tratta del primo progetto di questo tipo realizzato a Firenze in immobili di proprietà comunale.

L’investimento complessivo per i due interventi è di 1,5 milioni di euro, di cui un milione destinato a via Pier Capponi e 500mila euro a via dell’Anconella, grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I 16 alloggi potranno offrire complessivamente una risposta abitativa fino a circa 35 persone.

Il modello Housing First mette la casa al centro del percorso di uscita dalla marginalità. La disponibilità di un alloggio stabile diventa il punto di partenza di un progetto costruito sulla situazione e sui bisogni di ciascuna persona, affiancando alla risposta abitativa un accompagnamento individuale finalizzato all’autonomia e all’inclusione sociale.

Con gli appartamenti di via dell’Anconella e quelli di via Pier Capponi, Firenze amplia così la rete cittadina degli interventi dedicati alle persone in condizioni di fragilità sociale e abitativa, integrando le forme tradizionali di accoglienza con un modello che parte dalla stabilità abitativa per costruire percorsi di emancipazione e reinserimento sociale.

“Con i nuovi appartamenti di via dell’Anconella aggiungiamo un altro tassello alla rete delle risposte che Firenze sta costruendo per affrontare le situazioni di maggiore fragilità – spiega la sindaca Sara Funaro -. Questo progetto rientra pienamente nel lavoro che stiamo portando avanti sulle politiche abitative e sociali della nostra città: l’housing first è un modello che mette insieme il diritto alla casa e un percorso di accompagnamento verso l’autonomia. In questo stabile appena riqualificato abbiamo scelto di rivolgerci soprattutto a donne in condizioni di fragilità con bambini e a persone anziane che si trovano in una situazione di marginalità. Qui serve una risposta abitativa diversa, che non sia soltanto quella di garantire un tetto, ma che preveda anche un accompagnamento adeguato. Housing First significa esattamente questo: partire dalla casa per ricostruire un progetto di vita, attraverso una coabitazione supportata dagli operatori, andando verso una maggiore inclusione sociale. Con gli alloggi realizzati tra via dell’Anconella e via Pier Capponi rafforziamo concretamente il nostro sistema di welfare e la capacità del Comune di stare accanto alle persone più fragili. È un investimento che guarda al loro futuro e traduce in opportunità concrete l’impegno a non lasciare indietro nessuno”.