Toscana

Quattrocento firme contro il caos sulla viabilità del Renara

Il Circolo della Montagna di Rifondazione chiede interventi coordinati dopo la chiusura festiva della via Alta Tambura.

Quattrocento firme sono state raccolte per chiedere interventi sulla viabilità di via Bassa Tambura, lungo l’area del Renara. A promuovere la petizione è stato il Circolo della Montagna del Partito della Rifondazione Comunista, che nei giorni scorsi ha avviato una mobilitazione per sollecitare una risposta da parte di Comune, Provincia e polizia municipale.

La raccolta nasce dopo la decisione di chiudere nei fine settimana via Alta Tambura, adottata in seguito ai problemi legati alla presenza di auto parcheggiate in modo irregolare nei pressi del torrente Renara. Secondo il circolo, il provvedimento non avrebbe risolto la criticità, ma l’avrebbe trasferita sulla viabilità sottostante, con ripercussioni per i residenti e per chi percorre la zona.

La situazione lungo via Bassa Tambura

Nella nota diffusa dal partito si sottolinea che la sottoscrizione ha coinvolto, in pochi giorni, l’intera Valle del Frigido. Le firme, annuncia Rifondazione, saranno consegnate agli uffici del Comune di Massa insieme alla richiesta di una presa di posizione sulla gestione del traffico e dei parcheggi durante i fine settimana.

Nei fine settimana scorsi sono stati collocati divieti di sosta vicino al semaforo situato sotto il sentiero del Bizzarro. Per il circolo, tuttavia, la misura non è stata sufficiente: le auto avrebbero continuato a essere lasciate su entrambi i lati della strada, più a monte o più a valle, soprattutto nelle zone di Poggio Piastrone e Canevara. Il risultato, secondo la denuncia, sarebbe la riproposizione dello stesso problema già segnalato in prossimità del torrente.

La proposta del trasporto pubblico

Rifondazione sostiene che i soli divieti non siano in grado di affrontare le cause del congestionamento e propone di potenziare il trasporto pubblico locale. L’idea indicata è aumentare le corse degli autobus, come già avviene sulla costa, affiancandole con bus navetta a prezzi calmierati per ridurre il ricorso alle auto private nei periodi di maggiore afflusso.

Il circolo chiede inoltre che la gestione della viabilità tenga conto della tutela ambientale, con particolare attenzione al fiume Frigido e al torrente Renara. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una programmazione condivisa prima della prossima stagione, così da evitare il ripetersi dei disagi segnalati durante l’estate 2026. La raccolta firme rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, una richiesta unitaria rivolta alle istituzioni competenti.