Lombardia

Codice rosso, oltre 400 denunce in poco più di due mesi

367 chiamate al 112, 40 provvedimenti restrittivi e 144 episodi con parenti stretti coinvolti

Oltre 400 denunce per reati riconducibili al Codice rosso sono state raccolte nella Bergamasca dal primo giugno al 10 agosto. Nello stesso periodo, le centrali operative delle quattro Compagnie dei carabinieri presenti sul territorio hanno ricevuto 367 richieste di intervento al 112 per possibili episodi di violenza e maltrattamenti.

I dati sono stati diffusi dal Comando provinciale dell’Arma nell’ambito del bilancio sull’attività estiva di contrasto ai reati legati al Codice rosso. Quaranta procedimenti hanno portato all’applicazione di misure cautelari personali: dall’allontanamento dalla casa familiare al divieto di avvicinamento, fino alla custodia in carcere.

Il quadro delle denunce

Delle circa 400 persone indagate, 261 sono italiane e 139 straniere. Le donne risultano essere 20. Un elemento rilevante riguarda il rapporto tra le persone coinvolte: in 144 casi l’indagato e la persona offesa erano legati da stretti vincoli di parentela, come quelli tra genitori e figli o tra fratelli. Trentacinque vittime hanno inoltre chiesto di essere indirizzate a un centro antiviolenza.

Secondo quanto osservato dai carabinieri nei casi trattati, alla base delle situazioni conflittuali emergono spesso problemi economici all’interno della coppia o della famiglia. Tra i fattori segnalati figurano anche alcolismo, tossicodipendenza e ludopatia, mentre più raramente vengono indicati la gelosia e problemi psichiatrici della persona indagata. In alcune circostanze, le violenze sarebbero rimaste nascoste per mesi o anni prima della richiesta di aiuto.

Tre interventi

Nei primi giorni di giugno, a Ponte San Pietro, una donna ha chiesto aiuto dopo essere stata aggredita e minacciata dal fratello. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe utilizzato un coltello per intimidire anche gli anziani genitori e i figli minori della donna. È stato arrestato per maltrattamenti in famiglia ed estorsione e, dopo la convalida, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.

A Valbrembo, invece, una 64enne ha denunciato a giugno il nipote di 26 anni, con il quale viveva, riferendo precedenti episodi di maltrattamenti risalenti al dicembre 2025 e nuove minacce. Al giovane era stato inizialmente imposto l’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento. Le successive violazioni delle prescrizioni hanno portato all’aggravamento della misura fino al carcere, disposto all’inizio di luglio.

Il terzo episodio è avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 agosto durante la festa Fermento, a Urgnano. Un 25enne è stato arrestato dopo avere, secondo i carabinieri, spinto la madre di 42 anni contro un muro e averle stretto le mani al collo. La donna è stata soccorsa grazie all’intervento di due cittadini e dei militari. Il giovane, già denunciato pochi giorni prima dalla madre per maltrattamenti, avrebbe poi tentato di fuggire e aggredito i carabinieri. Dopo la direttissima è stato posto agli arresti domiciliari. Le contestazioni comprendono maltrattamenti in famiglia, lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.