Il Partito Liberaldemocratico sollecita il Governo e la Regione Piemonte ad adottare una strategia strutturale per affrontare crisi idrica, incendi boschivi e dissesto idrogeologico. La richiesta arriva in un contesto segnato dalla dichiarazione dello stato di emergenza regionale e dalle rilevazioni dell’ARPA, che hanno indicato condizioni di siccità severa in ampie aree del territorio.
Le risorse idriche superficiali risultano inferiori alla media, con criticità particolarmente rilevanti nel Piemonte settentrionale. Il Vercellese, dove agricoltura e risicoltura hanno un peso significativo, è direttamente interessato dal problema. Secondo il partito, la disponibilità di acqua riguarda non soltanto le coltivazioni, ma anche i cittadini, le attività industriali, la sicurezza dei territori e la capacità della protezione civile di affrontare incendi e periodi prolungati senza precipitazioni.
Accumulo e manutenzione delle reti
La posizione espressa dal partito parte dalla necessità di aumentare la capacità di accumulo e regolazione della risorsa. In occasione delle piogge intense, osserva il Liberaldemocratico, l’acqua può defluire rapidamente causando allagamenti, erosione e fenomeni di dissesto; nei periodi asciutti, invece, l’assenza di riserve adeguate accentua le difficoltà.
Tra gli interventi indicati figurano grandi invasi, quando risultino sostenibili sotto il profilo tecnico, economico e ambientale, oltre a micro-invasi, piccoli bacini diffusi e sistemi per la raccolta delle acque piovane. Il documento richiama inoltre le opere di laminazione, la manutenzione e l’ammodernamento delle reti irrigue e acquedottistiche, il riuso delle acque depurate e una gestione destinata agli usi civili, agricoli, industriali e di emergenza. Le risorse già previste dalla Regione per i micro-invasi aziendali vengono giudicate ancora insufficienti rispetto alla dimensione della crisi.
Il coordinamento nazionale
Il partito sostiene che la tutela ambientale debba accompagnarsi alla realizzazione di opere progettate con criteri rigorosi. Ogni intervento, afferma, dovrebbe essere sottoposto a valutazioni ambientali trasparenti, prevedere compensazioni adeguate e coinvolgere le comunità locali. Una volta verificata la sostenibilità, però, i progetti dovrebbero passare alla fase esecutiva, evitando rinvii e blocchi definiti pregiudiziali.
La proposta rivolta al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin è quella di promuovere un programma nazionale organico dedicato a risorsa idrica, incendi e dissesto. Tra le ipotesi viene citato il ripristino, o l’aggiornamento, di una struttura di coordinamento sul modello di Italia Sicura, istituita nel 2014 e soppressa nel 2018, quando le competenze furono trasferite al Ministero dell’Ambiente.
Al di là del modello organizzativo, il Liberaldemocratico indica la necessità di una responsabilità definita, tempi certi e una cabina di regia incaricata di censire le opere, stabilire le priorità, sbloccare progettazioni e cantieri, coordinare Governo, Regioni, Comuni, autorità di bacino e consorzi irrigui. Tra i compiti indicati rientrano anche l’utilizzo tempestivo delle risorse, la verifica della manutenzione delle infrastrutture e la predisposizione di piani permanenti per incendi, siccità e alluvioni.
Francesca Tini Brunozzi ha sottolineato che la crisi non può essere considerata occasionale e ha richiamato il ruolo della risicoltura nella gestione delle acque e nella protezione dei centri abitati durante le piene. A suo giudizio, gli agricoltori dovrebbero essere coinvolti nella progettazione e nella manutenzione del territorio. Il segretario provinciale del partito, Riccardo Dinucci, ha infine chiesto al Governo decisioni rapide e infrastrutture realizzate con rigore e trasparenza.