Toscana

Peste suina, i cacciatori chiedono sostegni e materiali

Libera Caccia sollecita l'Ambito territoriale a coprire parte degli oneri per strutture e dispositivi

L’emergenza legata alla peste suina africana nei cinghiali della provincia di Pistoia e della Valdinievole coinvolge direttamente anche il mondo venatorio. L’associazione nazionale Libera Caccia ha chiesto all’Ambito territoriale di caccia un sostegno economico per le squadre che metteranno a disposizione le proprie strutture e la fornitura del materiale necessario a rispettare le disposizioni previste per il contenimento della malattia.

Le nuove procedure per i cinghiali abbattuti

La richiesta è stata avanzata da Daniele Gentili, presidente della segreteria provinciale di Libera Caccia, dopo gli incontri dedicati al piano predisposto dal commissario straordinario. Secondo Gentili, la gestione dell’emergenza è arrivata a un momento decisivo, anche perché le norme adottate impongono procedure rigide per il trattamento dei cinghiali abbattuti durante le attività di controllo.

Alle squadre è stato chiesto di utilizzare esclusivamente le strutture di caccia formalmente autorizzate dall’Asl, dove depositare e lavorare le carni provenienti dagli interventi. La disponibilità degli operatori, riferisce l’associazione, è stata positiva, anche se con limitazioni legate alle esigenze dei singoli gruppi. Il problema principale riguarda però i costi di accesso ai centri di raccolta per la selvaggina.

In provincia sono presenti diverse strutture che non possono essere riservate soltanto alla caccia e al controllo dei cinghiali, perché vengono utilizzate anche per specie come capriolo, daino e muflone. Di conseguenza, secondo Libera Caccia, ogni cacciatore dovrebbe sostenere una spesa per poter usufruire dei centri. Le case di caccia sono infatti private e la loro manutenzione grava sui soggetti che le gestiscono.

La richiesta di un contributo

Da qui la proposta rivolta all’Atc: introdurre, attraverso un regolamento condiviso, un contributo economico destinato alle squadre che metteranno le proprie strutture a disposizione delle attività di controllo. L’obiettivo è ridurre le spese già sostenute e quelle che si renderanno necessarie con l’applicazione delle nuove procedure.

Libera Caccia chiede inoltre che venga fornito direttamente il materiale indispensabile per rispettare le misure di biosicurezza. Secondo l’associazione, si tratta di prodotti costosi e non sempre facilmente reperibili per i singoli operatori, mentre un acquisto collettivo e in quantità maggiori potrebbe contribuire a contenere gli oneri. Le richieste arrivano mentre il mondo venatorio è chiamato a collaborare alle operazioni di gestione dei cinghiali e di contrasto alla diffusione della malattia.