Toscana

Mazzeo: nuovi impianti per gestire i rifiuti sul territorio

Il vicepresidente regionale chiede investimenti e maggiore recupero, con meno conferimenti in discarica entro il 2035.

Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale e rappresentante del Partito democratico, ha commentato l’elezione di Aldo Iacomelli alla presidenza di RetiAmbiente, insieme al rinnovo del Consiglio di amministrazione della società. Nel suo intervento ha rivolto un augurio di buon lavoro al nuovo vertice e ha ringraziato Ida Di Crosta, riconfermata nel Cda, per l’attività svolta e per quella che continuerà a portare avanti nell’interesse del territorio.

Secondo Mazzeo, il nuovo assetto della società deve tradursi in un cambio di passo nella gestione dei rifiuti. La priorità indicata è la costruzione di un sistema in grado di trattare nel territorio una quota sempre maggiore dei rifiuti prodotti, dando attuazione concreta al Piano regionale dell’economia circolare e al piano industriale di RetiAmbiente.

La riduzione del ricorso alle discariche

Nel merito, il vicepresidente del Consiglio regionale ha sottolineato la necessità di realizzare gli impianti indispensabili a chiudere il ciclo dei rifiuti. Gli obiettivi indicati comprendono l’aumento delle attività di recupero e riciclo, la crescita della raccolta differenziata e la progressiva riduzione del ricorso alla discarica.

Mazzeo ha richiamato anche il traguardo fissato dall’Unione europea per il 2035: conferire in discarica non più del 10% dei rifiuti urbani prodotti. Per arrivare a questo risultato, ha osservato, sono necessari programmazione, investimenti, infrastrutture adeguate e una reale capacità industriale.

Costi e organizzazione del sistema

La posizione espressa da Mazzeo si colloca sulla stessa linea di quella sostenuta da RetiAmbiente sul tema dei nuovi impianti e del superamento delle società operative locali. Senza le strutture necessarie, secondo il vicepresidente, una parte crescente dei rifiuti potrebbe dover essere trasferita fuori dal territorio, con un aumento dei costi di gestione.

Questi maggiori oneri, ha aggiunto, rischierebbero di ricadere sulle tariffe pagate da famiglie e imprese. Per questo viene indicata come necessaria anche una revisione dell’attuale frammentazione societaria, con l’obiettivo di costruire una vera azienda industriale, evitare duplicazioni di costi, strutture e servizi, unire competenze e investimenti e ottenere economie di scala.

Il nuovo Consiglio di amministrazione di RetiAmbiente è quindi chiamato a lavorare su due fronti: da un lato il potenziamento della filiera impiantistica, dall’altro una maggiore integrazione organizzativa. L’obiettivo dichiarato è rendere più autonomo ed efficiente il sistema di gestione, aumentando il recupero dei materiali e contenendo il ricorso allo smaltimento in discarica.