Endotelio artificiale, eseguiti i primi due impianti

La protesi in polimero acrilico è stata utilizzata su persone escluse dalla cheratoplastica con tessuto umano

Martedì 30 giugno 2026, all’ospedale Fatebenefratelli di Milano sono stati eseguiti due interventi con l’impiego di un endotelio artificiale, senza ricorrere al trapianto di tessuto corneale da donatore. La procedura è stata realizzata dalla struttura dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco su pazienti che non erano candidabili al trattamento tradizionale.

Il ruolo dell’endotelio corneale

La cornea consente la visione grazie alla sua trasparenza. Una funzione resa possibile dall’endotelio corneale, lo strato cellulare più interno che regola il passaggio dei liquidi. Quando queste cellule smettono di funzionare, la cornea tende a gonfiarsi per l’accumulo di acqua e perde la propria nitidezza. Ne consegue un calo progressivo della vista.

Il trattamento normalmente utilizzato in questi casi è la cheratoplastica endoteliale, che prevede l’inserimento di tessuto umano proveniente da un donatore. In Italia, nel 2025, sono stati effettuati 8.565 interventi di questo tipo, pari a oltre il 65 per cento delle procedure di trapianto corneale. Il ricorso al tessuto da donatore può però presentare un rischio elevato di fallimento in persone che hanno già avuto episodi di rigetto, sono portatrici di impianti per il glaucoma o soffrono di infiammazioni oculari croniche.

La membrana sintetica

Per i due interventi milanesi è stata impiegata la protesi EndoArt, una membrana realizzata con un polimero acrilico biocompatibile dello spessore di circa 50 micron. Il dispositivo sostituisce la barriera dell’endotelio corneale e contrasta l’accumulo di liquidi all’interno dell’occhio.

La membrana consente inoltre il passaggio delle sostanze nutritive necessarie al tessuto corneale. Essendo un dispositivo sintetico, non espone al rischio di rigetto immunologico legato all’utilizzo di tessuto umano. Le unità oculistiche dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco hanno così inserito la nuova procedura nella propria attività chirurgica, rivolgendola ai pazienti per i quali il trapianto tradizionale non rappresenta un’opzione praticabile.