Il consigliere regionale lombardo del Partito democratico Marco Carra ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere interventi a sostegno delle strutture di Cure Intermedie. L’iniziativa è stata resa nota martedì 4 agosto 2026 e riguarda un comparto che assicura la continuità assistenziale dopo il ricovero ospedaliero, accompagnando i pazienti fragili verso il rientro a domicilio o altre forme di presa in carico territoriale.
Costi in aumento e finanziamenti pubblici
Secondo quanto evidenziato da Carra, negli ultimi anni le strutture hanno dovuto affrontare un aumento significativo dei costi, soprattutto per il personale, l’energia, i dispositivi medici e i servizi generali. A differenza delle Residenze sanitarie assistenziali, per le Cure Intermedie non è prevista una compartecipazione alla spesa da parte degli utenti: il funzionamento dipende quindi interamente dal finanziamento pubblico.
Nell’interrogazione, il rappresentante dem chiede all’assessore regionale competente se siano previste misure straordinarie e urgenti per sostenere gli enti che si trovano in difficoltà, anche nell’ambito dell’adeguamento complessivo del sistema. Carra domanda inoltre quale sia lo stato di attuazione della riforma delle Cure Intermedie e se la Giunta intenda aggiornare in modo strutturale le tariffe e i budget riconosciuti alle strutture.
Il ruolo nella rete territoriale
La richiesta riguarda anche le azioni necessarie a valorizzare e rafforzare il ruolo delle Cure Intermedie nella rete territoriale, in coerenza con gli obiettivi di potenziamento dell’assistenza di prossimità. Per Carra, questi servizi contribuiscono a favorire i percorsi assistenziali e a ridurre la pressione sugli ospedali e sui servizi di emergenza-urgenza.
Nel territorio mantovano, il consigliere cita Villa Carpaneda a Rodigo, la Fondazione Monsignor Arrigo Mazzali e Villa al Lago a Mantova, la Rsa Serini di Sabbioneta e la Fondazione Ospedale Civile di Gonzaga. Le tariffe riconosciute a strutture di questo tipo, sostiene Carra, sarebbero rimaste sostanzialmente ferme ai valori di oltre dieci anni fa.
Il permanere di questa situazione, secondo il consigliere, rischia di compromettere la qualità e la continuità dei servizi, oltre a disincentivare gli investimenti e la permanenza degli operatori nel settore. Da qui la richiesta di completare il percorso di riforma, assicurando certezza normativa e sostenibilità economica al comparto.