Nessun accordo a Frosinone per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale, carica vacante da due mesi. Dopo quattro ore di caos, l’amministrazione Mastrangeli ha confermato di non avere i numeri necessari per chiudere la partita. Nelle due votazioni, il candidato Giampiero Fabrizi si è fermato a 11 e 10 voti, ben lontano dai quorum previsti. Fallita anche la mediazione dell’opposizione socialista, che proponeva l’elezione del consigliere più anziano Angelo Pizzutelli. Nonostante la fumata nera, la sola maggioranza è andata avanti approvando delibere su Tari e debiti fuori bilancio.
La decisione ha scatenato la dura reazione delle minoranze, che hanno abbandonato l’aula per protesta denunciando la fame di poltrone. I consiglieri uscenti temono che gli atti votati in assenza dell’ufficio di presidenza possano rivelarsi illegittimi e venire annullati. Il segretario generale ha rassicurato sulla validità degli atti urgenti, prefigurando però il rischio di uno stallo da settembre. Gli esponenti dell’opposizione annunciano battaglia e rifiutano di partecipare a votazioni esposte al rischio di future impugnative. La palla passa ora agli organi sovracomunali: si attende infatti il parere del Prefetto per chiarire la regolarità delle delibere.