L’Uefa contrattacca, decisamente senza freni. Le 55 federazioni europee fanno fronte comune contro il piano di Gianni Infantino sulla cessione di quote dei tornei Fifa a investitori privati. Stop a ogni competizione finché la proposta non verrà ritirata. Il calcio internazionale vive uno dei momenti di maggiore tensione degli ultimi anni.
Lo scontro tra Uefa e Fifa è ormai aperto e rischia di avere conseguenze pesantissime sul calendario delle competizioni. Al centro della disputa c’è il progetto promosso dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, che prevede la cessione di una parte del valore economico della Coppa del Mondo e di altri tornei a investitori privati. Una prospettiva che il calcio europeo considera inaccettabile.
Nel corso della riunione andata in scena oggi, le 55 federazioni affiliate alla Uefa hanno votato all’unanimità una linea durissima: nessuna nazionale europea prenderà parte a competizioni organizzate dalla Fifa finché il progetto resterà sul tavolo. La prima manifestazione coinvolta sarebbe il Mondiale femminile Under 20, in programma in Polonia dal 5 settembre, seguito dagli spareggi di qualificazione al Mondiale femminile di ottobre, nei quali è impegnata anche l’Italia.
La frattura nasce dalla lettera inviata da Infantino alle 211 federazioni affiliate alla Fifa. Nel documento viene spiegato che chi aderirà al piano riceverà immediatamente 20 milioni di dollari una tantum, mentre i contributi annuali per i quattro anni successivi passeranno da 2 a 5 milioni di dollari. Per chi dovesse respingere la proposta, invece, è prevista una riduzione dei finanziamenti pari al 75%. Il termine fissato per esprimere la propria posizione è il 19 settembre.
Tra i primi a schierarsi a favore dell’iniziativa c’è Erick Thohir, presidente della federazione indonesiana ed ex proprietario dell’Inter. “Il calcio indonesiano si è trasformato negli ultimi tre anni: è stato ripulito – ha affermato Thohir a Sky News Uk – La nazionale è passata dalla 174ª alla 118ª posizione in classifica: per proseguire in questa trasformazione, ha bisogno di finanziamenti”.
Durissima, invece, la risposta ufficiale della Uefa, affidata a un lungo comunicato con il quale il calcio europeo respinge integralmente il progetto. “La Uefa le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita. È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa di custode del calcio mondiale – si legge -. Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una “decisione democratica”, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale. Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve al gioco, ma da ciò che meglio serve agli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario. La posizione dell’Europa è chiara. Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale per vendere ciò che detiene in custodia per la prossima generazione. A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. Appartiene per sempre. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”.