Il comitato delle Famiglie sospese ha inviato una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala, esprimendo la propria frustrazione per la situazione di stallo in cui si trovano a causa delle inchieste sull’urbanistica. Le famiglie, che hanno acquistato case nelle palazzine coinvolte, si sentono abbandonate e chiedono un intervento diretto del governo.
La lettera è stata scritta in risposta all’annuncio dell’amministrazione comunale riguardo a misure di supporto per i dipendenti degli uffici urbanistici, tra cui la tutela legale e il supporto psicologico. I membri del comitato hanno sottolineato che mentre gli uffici ricevono protezione, le famiglie non hanno alcuna tutela. “Uno scudo per gli uffici, nessuno per le famiglie”, hanno affermato.
Richieste di tutela per le famiglie
“Comprendiamo che anche loro stiano attraversando un momento difficile, e non lo contestiamo”, hanno dichiarato gli esponenti del comitato. “Ma ci chiediamo, con altrettanta legittimità: e le famiglie sospese? Chi tutela noi, che non abbiamo firmato nessun atto contestato e che da due anni paghiamo mutui per case che non possiamo abitare?”.
Le famiglie lamentano di essere bloccate in affitti o soluzioni di emergenza che dovevano essere temporanee. Gli acquirenti di case rimaste coinvolte nelle indagini criticano il sindaco Sala per non aver fatto abbastanza. “Le sue parole di settembre e di gennaio ci avevano dato speranza, ma sono rimaste parole”, hanno affermato, chiedendo atti concreti.
Una legge per la certezza
Il comitato ha sottolineato che né un provvedimento della magistratura né un atto del Comune possono garantire una certezza stabile e definitiva. “Solo una legge dello Stato può farlo, perché solo il Parlamento può stabilire regole chiare e uguali per tutti”, hanno concluso, chiedendo a Sala di farsi portavoce di questa richiesta presso il governo.