Il Comitato di Quartiere di Viale Trento ha espresso preoccupazione per la situazione di degrado e bivacco nella zona, chiedendo un intervento deciso da parte delle autorità locali. Con l’approvazione del nuovo Regolamento di Polizia Urbana di Viterbo, la città ha ora strumenti aggiornati per garantire sicurezza e decoro, ma i residenti lamentano che le norme non vengono applicate in modo efficace.
Le linee guida dell’ANCI e la prassi amministrativa evidenziano l’importanza di combattere l’occupazione impropria dello spazio pubblico, che compromette la fruizione da parte di famiglie, anziani e bambini. Il Comitato ha sollevato interrogativi su come mai, nonostante le segnalazioni documentate dai residenti e dal Controllo di Vicinato, le autorità non stiano intervenendo in modo adeguato.
Il quadro normativo e le tutele
Il nuovo Regolamento comunale include l’area di Viale Trento tra i siti prioritari a tutela rafforzata. Tra le norme più rilevanti, l’Art. 10 vieta il bivacco e lo stazionamento degradante, prevedendo anche il sequestro degli oggetti utilizzati per tali violazioni. Inoltre, l’Art. 19 tutela il verde pubblico, vietando l’abbandono di rifiuti e l’uso improprio di arredi urbani.
Nonostante l’adozione di queste misure, il Comitato sottolinea che gli strumenti normativi esistono già dal 2017 e che il nuovo Regolamento dovrebbe facilitare la loro applicazione. È fondamentale che le autorità competenti, tra cui Polizia di Stato e Carabinieri, siano attive nel garantire il rispetto delle norme.
Richieste alle istituzioni
Il Comitato ha formulato richieste specifiche alle istituzioni, chiedendo chiarimenti sulle direttive operative impartite alle pattuglie e se si intenda procedere con la notifica degli ordini di allontanamento. Inoltre, si auspica la convocazione di un tavolo di coordinamento per affrontare la questione del degrado in modo sistematico.
In conclusione, il Comitato di Quartiere di Viale Trento ribadisce l’importanza di un intervento tempestivo e coordinato per garantire la legalità e il decoro della zona, sottolineando che non intervenire significa interrompere la catena della legalità.