Il Lago di Como torna al centro del dibattito nazionale sulla gestione della risorsa idrica. Questa mattina, il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi, è stato intervistato da Rai News 24 per discutere della misura che prevede il rilascio di acqua dagli invasi a monte a sostegno dell’irrigazione dei campi lombardi.
Il Lario si configura non solo come un patrimonio paesaggistico e turistico, ma anche come una risorsa vitale per l’agricoltura lombarda. “L’acqua che arriva e viene regolata attraverso il sistema lago-fiume permette di sostenere i campi nei momenti più delicati dell’estate. È un bene prezioso, che va gestito con equilibrio, senza sprechi e con una visione di sistema”, ha dichiarato Trezzi.
Misura di rilascio dell’acqua
La misura attivata prevede il rilascio verso il Lago di Como di 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno per 15 giorni, grazie a un accordo con i concessionari degli invasi a monte. L’obiettivo è aumentare le portate dell’Adda e garantire acqua alle colture in una fase particolarmente delicata della stagione irrigua.
Tuttavia, il quadro rimane complesso. Secondo i dati regionali, al 28 giugno le riserve idriche complessive della Lombardia erano inferiori del 36% rispetto alla media 2006-2025, con circa 1,25 miliardi di metri cubi disponibili contro una media di 1,96 miliardi. Nel bacino Adda-Lario, collegato direttamente al Lago di Como, il deficit arriva al 41,7%.
Necessità di una gestione strategica
Il livello del Lario, rilevato il 2 luglio, era di +41,8 centimetri sullo zero idrometrico di Malgrate, pari a circa il 48% del volume di invaso. La componente lago del bacino Adda-Lario risultava in calo del 17,3% rispetto al 21 giugno e del 18,7% rispetto alla media storica.
“Non siamo ai livelli drammatici del 2022 – ha aggiunto Trezzi – ma non possiamo sottovalutare il segnale. La scarsità d’acqua non riguarda solo l’agricoltura: coinvolge ambiente, cittadini, energia, imprese e territori. Per questo servono programmazione, manutenzione delle infrastrutture, nuovi invasi e recupero delle acque”.
Coldiretti Como Lecco ribadisce l’importanza di considerare l’acqua una priorità strategica. I cambiamenti climatici stanno aumentando l’alternanza tra periodi di siccità ed eventi estremi, con conseguenze sulla produzione agricola e sulla capacità delle aziende di programmare semine e raccolti. “L’agricoltura è il primo presidio del territorio e il primo settore a subire gli effetti della carenza d’acqua. Senza acqua non c’è cibo, non c’è produzione agricola, non c’è tutela del paesaggio. Il Lago di Como ci ricorda che la risorsa idrica deve essere sempre più considerata un bene comune”.