Il futuro di Adrien Rabiot è uno dei temi più delicati dell’estate del Milan. Il centrocampista francese è al centro delle attenzioni di mercato, soprattutto per il forte interesse del Napoli di Massimiliano Allegri, ma dalle parti di Casa Milan la linea sembra essere già tracciata: Gerry Cardinale non ha intenzione di privarsi facilmente di uno dei giocatori più affidabili della rosa.
Il classe 1995 non sarà presente al raduno di domani mattina a Milanello, visto l’impegno ancora in corso al Mondiale con la Francia, e il suo futuro verrà valutato soltanto dopo il rientro dagli Stati Uniti. Dal 20 in poi Rabiot farà le sue riflessioni, ma al momento non ci sono segnali di una rottura con il club rossonero. Il Milan, dal canto suo, non considera la sua cessione una priorità e non vuole farsi trovare nella posizione di dover accettare una partenza alle condizioni altrui.
La stagione appena conclusa ha rafforzato la convinzione della società e di Ruben Amorim: Rabiot può essere ancora un elemento fondamentale per il progetto. Nonostante il mancato ritorno in Champions League, sfumato dopo la sconfitta nell’ultima giornata contro il Cagliari, il rendimento del francese è stato tra i più continui della squadra, con 6 gol e 5 assist in 29 presenze in Serie A.
In mezzo al campo, infatti, il Milan valuta altre situazioni. Giocatori come Samuele Ricci e Ruben Loftus-Cheek potrebbero essere tra i nomi in uscita, mentre Luka Modric deve ancora definire il proprio percorso. Rabiot invece, almeno per ora, resta considerato una pedina centrale. Anche perché Amorim apprezza molto le sue caratteristiche e difficilmente darebbe il via libera a una sua partenza.
Il centrocampista dovrà comunque aspettare prima di tornare a disposizione del tecnico portoghese. Dopo la semifinale e l’eventuale finale del Mondiale, sia per il titolo sia per il terzo posto, arriveranno le vacanze e soltanto successivamente il rientro al lavoro, che avverrà dopo la tournée del Milan in Australia e Indonesia. Da qui a quel momento il mercato potrebbe cambiare molti scenari, ma l’indicazione attuale resta chiara.
Anche il confronto familiare avuto nei giorni scorsi con la madre Véronique, che cura anche gli interessi professionali del figlio, è servito per ragionare sul futuro. I due si sono incontrati a Boston durante una giornata libera concessa alla Francia da Deschamps e hanno affrontato anche il tema del prossimo passo della carriera. Pubblicamente, però, Rabiot ha già spiegato di voler rimandare qualsiasi decisione al termine dell’avventura mondiale.
La posizione del Milan è rafforzata anche dal contratto del giocatore, valido fino al 2028. Rabiot non è in una situazione di emergenza e non sembra intenzionato a forzare la mano. La società rossonera, inoltre, considera il suo acquisto un investimento importante: nell’estate scorsa è arrivato dall’Olympique Marsiglia per 7 milioni di euro più un bonus legato alla qualificazione in Champions League, non maturato dopo il mancato raggiungimento dell’obiettivo.
Per cambiare gli equilibri servirebbe quindi un’offerta molto alta o una presa di posizione diversa da parte del giocatore. Il Napoli resta alla finestra, soprattutto se dovesse concretizzarsi la cessione di Anguissa, ma per ora la strada appare in salita. Allegri conosce bene Rabiot dopo le esperienze condivise alla Juventus e al Milan e sarebbe felice di riaverlo a disposizione, questa volta in azzurro. Cardinale, però, non sembra intenzionato a concedere facilmente questo vantaggio a un ex tecnico rossonero.
Nel nuovo Milan di Amorim, Rabiot ha già un ruolo immaginato: quello di uno dei due mediani nel 3-4-2-1. Un compito simile a quello che Deschamps gli sta affidando con la Francia al Mondiale, con più attenzione alla fase difensiva e meno libertà negli inserimenti rispetto al passato. Il francese sta quindi interpretando una nuova versione di sé stesso, e il futuro potrebbe confermare proprio questa evoluzione anche a Milanello.