Novara (NO)

Ascensori guasti e disservizi negli alloggi Atc: proteste degli inquilini e scontro in Consiglio comunale

Via Mantova, via Morazzone e viale Europa segnalano criticità e annunciano esposti. In aula interrogazione del Pd

Ascensori guasti e disservizi negli alloggi Atc: proteste degli inquilini e scontro in Consiglio comunale

Inquilini di tre complessi di edilizia residenziale pubblica in via Mantova (nella foto), via Morazzone e viale Europa a Novara protestano per il prolungato malfunzionamento degli ascensori e annunciano esposti in Procura.

Ascensori guasti e disservizi negli alloggi Atc

La vicenda è arrivata anche in Consiglio comunale, dove si è discusso del tema dei disservizi nella gestione degli alloggi. In particolare, è stato evidenziato come “le segnalazioni di disservizi sulla gestione da parte di Atc degli alloggi sono sempre più frequenti in materia di manutenzione, pulizia, derattizzazione e gestione del calore”.

A sollevare la questione con un’interrogazione è stato il gruppo del Partito Democratico, con prima firmataria Sara Paladini, che ha richiamato anche il principio secondo cui “le morosità di alcuni non possono essere motivo e giustificazione per non svolgere le proprie funzioni di manutenzione”, chiedendo al Comune se e come si fosse attivato “per tutelare i cittadini che vivono disservizi in alcuni alloggi”.

La risposta dell’assessore

«L’Amministrazione comunale – ha risposto l’assessore alle Politiche sociali e abitative Teresa Armienti – è al corrente delle frequenti segnalazioni di disservizi negli alloggi di edilizia sociale: l’interlocuzione con Atc è costante e le azioni di sollecito di interventi sono quasi quotidiane».

L’assessore ha però precisato che la gestione resta in capo all’Agenzia. «In città – ha ricordato – si contano oltre 2300 alloggi di edilizia sociale, di cui solo il 10% è di proprietà comunale. Gli altri sono quasi totalmente di Atc, ad esclusione di 7 che sono di proprietà dell’Aou. La scelta di mantenere proprietà degli alloggi in capo ad Atc (succeduta a Iacp) – ha ricordato – risale nel tempo ed è frutto della legge di riordino».

Armienti ha inoltre richiamato la normativa vigente: la legge regionale 17/2/2010 n. 3 individua nelle Atc il gestore degli alloggi sociali.

Verso un nuovo modello di gestione

Proprio in relazione alle criticità emerse, l’assessore ha ribadito che «l’Amministrazione sta lavorando ad una nuova forma di gestione per gli alloggi popolari, che si ispira a modelli più avanzati, con l’obiettivo di avere una gestione più efficace e trasparente e in grado di rispondere ai problemi in modo più puntuale».

Il riferimento è anche ai nuovi alloggi realizzati grazie al Pnrr, come quelli del Pinqua, «che verranno gestiti con la creazione di un sistema integrato. Una gestione pensata per offrire una risposta su misura alle esigenze dei cittadini. Sarà un approccio che non si limiterà alla sola gestione, ma includerà una visione di inclusione sociale e rigenerazioni delle aree».

La replica dell’opposizione

La risposta dell’assessore non ha convinto la consigliera Sara Paladini, che ha chiesto «una presa in carico del problema un po’ più vigorosa».

“E’ vero che vengono fatte le segnalazioni da parte del Comune, ma non possiamo neanche immaginare che coloro che arrivano alla assegnazione di alloggi di Atc siano cittadini di serie B. Atc si giustifica dicendo che alcuni inquilini sono morosi: e sulle morosità deve intervenire il Comune”.

Paladini ha definito la situazione «davvero molto complicata e merita una giusta attenzione, soprattutto in vista dell’assegnazione dei nuovi alloggi». Pur condividendo l’idea di un nuovo modello gestionale, ha espresso perplessità sui tempi: “mi sembrano ancora situazioni embrionali”.

E ha aggiunto: “E soprattutto non vorrei che alcuni alloggi storici di Atc, dove ci sono tantissime persone regolari, che vivono lì da anni e meritano di avere ascensori funzionanti e cortili dignitosi, diventino cittadini di serie B”.

La consigliera ha infine sottolineato la necessità di atti formali per affrontare il problema: “i cittadini vivono davvero un grosso disagio. E non stiamo parlando di poche persone, ma di almeno 4000 cittadini novaresi. Molti dei quali sono anziani”.