Internazionale

Turchia-Usa finisce 3-2: gli Stati Uniti trovano la Bosnia

Il team Usa perde contro la Turchia di Montella ma nulla cambia in termini di qualificazioni: Stati Uniti avanti, Turchia eliminata.

Turchia-Usa finisce 3-2: gli Stati Uniti trovano la Bosnia

C’è una linea sottile, nei Mondiali, tra la gestione e il rischio di perdere il controllo del proprio percorso. Gli Stati Uniti arrivano ai sedicesimi da primi del girone e con il morale alto, ma la sconfitta all’ultimo respiro contro la Turchia lascia comunque qualche spunto di riflessione.

La gara contro i turchi, pur ininfluente per la classifica, ha mostrato un primo segnale di flessione dopo un percorso fin lì brillante. Il maxi turnover scelto da Pochettino ha inevitabilmente inciso sugli equilibri, con dieci cambi rispetto alla formazione tipo e il solo McKennie a mantenere continuità in mezzo al campo. Una scelta in parte inevitabile, in parte orientata già alla fase a eliminazione diretta.

L’avvio, però, aveva confermato la spinta emotiva degli americani. Nel SoFi Stadium l’energia iniziale è quella delle grandi occasioni: Gio Reyna e Weah guidano le prime accelerazioni, mentre Trusty sorprende tutti con una doppia conclusione ravvicinata che porta al vantaggio e lo trasforma in protagonista inatteso. L’impressione è quella di una squadra ancora in pieno slancio, capace di cavalcare l’entusiasmo del pubblico di casa.

Poi, però, qualcosa si inceppa. L’intensità cala, le seconde linee faticano a mantenere lo stesso livello dei titolari e la Turchia di Montella, inizialmente schiacciata, trova improvvisamente fiducia. Anche il tecnico italiano rimescola qualcosa, lasciando fuori un Calhanoglu non al meglio ma confermando le sue armi migliori: Yildiz, Arda Guler e Yilmaz compongono un reparto offensivo tecnico e mobile. Guler e Yilmaz ribaltano il risultato: Turchia in vantaggio 2-1 all’intervallo.

Il pareggio arriva già in avvio di ripresa con Berhalter, bravo a riscattare un primo tempo complicato sfruttando una palla inattiva e trovando l’angolo giusto dopo una respinta corta. La partita cambia ancora volto però: la Turchia si scioglie e comincia a giocare con maggiore libertà, mentre gli Stati Uniti perdono un po’ di lucidità nonostante i tentativi di McKennie e i movimenti offensivi sempre generosi.

Pochettino prova a ridare energia inserendo anche Pulisic, appena rientrato dall’infortunio. L’effetto è immediato: la manovra americana si riaccende e il numero 10 diventa subito il riferimento principale, sfiorando il gol in più occasioni tra conclusioni respinte, occasioni mancate e un palo scheggiato che fa tremare la difesa turca. In mezzo, anche Yildiz prova a lasciare il segno con una giocata delle sue, confermando le qualità ma senza incidere davvero sul risultato.

Nel finale la partita sembra scivolare verso un pareggio, ma la Turchia trova il colpo decisivo al minuto 98 con Ayhan, entrato dalla panchina e bravo a spingere in rete da pochi passi una delle ultime mischie in area. Una beffa per gli americani, che comunque conservano il primo posto e una sensazione di solidità complessiva.

Per gli Stati Uniti, invece, la sensazione che resta è quella di una squadra viva, ambiziosa e trascinata dall’entusiasmo del proprio pubblico, ma che nei momenti chiave dovrà evitare cali di concentrazione se vuole davvero inseguire il sogno mondiale.