Mauro Moretti si è costituito in carcere nella tarda serata di giovedì. L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rfi dovrà scontare cinque anni di reclusione dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione sulla strage ferroviaria di Viareggio.
“Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica. Sono pronto”, aveva dichiarato Moretti al Corriere della Sera dopo il verdetto.
La sentenza dopo 17 anni
La giustizia ha scritto la parola definitiva sulla strage ferroviaria di Viareggio. La Corte di Cassazione ha confermato tutte le tredici condanne inflitte agli ex vertici delle Ferrovie dello Stato e ai dirigenti delle società italiane e straniere ritenuti responsabili del disastro del 29 giugno 2009, quando il deragliamento di un treno merci provocò un’esplosione che costò la vita a 32 persone.
Con il rigetto dei ricorsi presentati dalle difese, si chiude un iter giudiziario durato quasi 17 anni e articolato in sette gradi di giudizio. Le condanne diventano così definitive.
Tra i destinatari della sentenza c’è l’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, condannato a cinque anni di reclusione. Confermate anche le pene per Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, condannato a quattro anni e due mesi, e quelle a quattro anni nei confronti di Mario Castaldo, ex direttore della divisione Cargo di Trenitalia, e di Vincenzo Soprano, ex amministratore delegato di Trenitalia.
Restano definitive anche le condanne, comprese tra quattro anni e mezzo e sei anni, per alcuni manager delle società estere coinvolte nel procedimento.
Moretti: “Sentenza profondamente ingiusta”
Dopo la lettura del dispositivo, il difensore di Mauro Moretti ha definito il verdetto “profondamente ingiusto”, ribadendo l’estraneità del suo assistito alle responsabilità contestate e criticando il clima che ha accompagnato la conclusione del processo.
Di segno opposto la reazione dei familiari delle vittime. Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il Mondo che vorrei”, che nella strage perse la figlia di 21 anni, ha sottolineato che non c’è nulla da festeggiare, ma soltanto da continuare a ricordare chi non c’è più. Per l’associazione, la decisione della Cassazione rappresenta la conferma delle responsabilità già accertate nei precedenti giudizi.
Soddisfazione è stata espressa anche dai legali di parte civile, che hanno definito quella pronunciata dalla Suprema Corte una sentenza destinata a segnare in modo definitivo la storia giudiziaria della strage di Viareggio e ad accertare le responsabilità per una delle più gravi tragedie ferroviarie del Paese.