Cremosano (CR)

Export, Cremona tiene nel primo trimestre 2026: +0,1% e quasi 1,6 miliardi di euro di vendite all’estero

La provincia cremonese conferma la propria resilienza sui mercati internazionali grazie alla crescita di metalli, agroalimentare e tessile, nonostante il calo delle importazioni e un saldo commerciale negativo

Export, Cremona tiene nel primo trimestre 2026: +0,1% e quasi 1,6 miliardi di euro di vendite all’estero

L’export della provincia di Cremona registra nel primo trimestre 2026 una lieve crescita (+0,1%), con un valore di quasi 1,6 miliardi di euro e buone performance per metalli, alimentare e tessile. Il commercio estero resta però condizionato dal calo delle importazioni (-7,6%) e da un saldo commerciale negativo pari a -176,2 milioni di euro.

Export Italiano

L’export italiano, secondo i dati Istat, ha continuato la sua crescita nel 2026, chiudendo il primo trimestre dell’anno con un aumento in valore del +1,3%. Questa dinamica è sintesi di dinamiche territoriali differenziate, con un aumento delle esportazioni più marcato per il Centro e per il Sud, più contenuto per il Nord-ovest, con una flessione per il Nord-est e una decisa contrazione per Isole. In questo contesto, la dinamica dell’export lombardo nel primo trimestre 2026 risulta pressoché invariata su base annua, confermando comunque il proprio ruolo di principale regione esportatrice italiana.

Il dato riflette una fase di consolidamento dopo la forte crescita registrata nel recente passato e si inserisce in un quadro europeo caratterizzato da una domanda industriale ancora debole e da persistenti tensioni geopolitiche e commerciali. Nel panorama regionale emerge un quadro articolato: metà delle province lombarde registra una crescita delle esportazioni rispetto al primo trimestre 2025, mentre l’altra metà evidenzia variazioni negative. Il dato conferma una dinamica non uniforme sul territorio, con performance differenziate tra i diversi sistemi produttivi provinciali.

Per il territorio della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia la dinamica delle esportazioni al primo trimestre 2026 è caratterizzata da una flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato è tuttavia riconducibile principalmente alla marcata contrazione della provincia di Pavia, mentre Mantova e Cremona evidenziano una sostanziale tenuta dei livelli di export, con variazioni lievemente positive. L’analisi curata dal Servizio Promozione e Informazione Economica rileva infatti una diminuzione dell’export pari al -3,4%, rispetto allo stesso periodo del 2025, per un ammontare di oltre 4.751,3 MLN di euro.

Variazione di segno meno anche per le importazioni che registrano un calo del -16,6%, per un ammontare di 5.394,1 MLN di euro, portando la bilancia commerciale in territorio negativo con un valore di -642,7 MLN di euro. Nel confronto regionale relativo alla variazione delle esportazioni nel I trimestre 2026 sullo stesso periodo del 2025, Mantova risulta seconda per performance, mentre Cremona e Pavia si collocano rispettivamente al quartultimo e quintultimo posto della graduatoria.

“I dati relativi al primo trimestre 2026 si inseriscono in un contesto internazionale ancora caratterizzato da una domanda industriale debole e da persistenti tensioni geopolitiche e commerciali” – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Gian Domenico Auricchio – “A livello territoriale si conferma un quadro differenziato: la Lombardia evidenzia una dinamica complessivamente stabile su base annua, a conferma del proprio ruolo di principale regione esportatrice del Paese, ma con andamenti non uniformi tra le province. Per il territorio della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia si registra, nel complesso, una flessione delle esportazioni pari al -3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tale risultato è tuttavia principalmente imputabile all’andamento meno positivo della provincia di Pavia, mentre Mantova e Cremona mostrano una sostanziale tenuta, con variazioni lievemente positive o prossime alla stabilità.

Gian Domenico Auricchio

Nel complesso emerge un sistema produttivo territoriale che, pur in una fase di rallentamento e di consolidamento dopo le crescite più recenti, conferma elementi di resilienza e capacità di adattamento. Il quadro rimane tuttavia caratterizzato da elevata incertezza, legata alla volatilità dei mercati internazionali, alle dinamiche dei tassi di cambio e alle persistenti tensioni energetiche e geopolitiche, che continuano a influenzare il commercio globale. In questo contesto, le prospettive restano condizionate da fattori esterni difficilmente prevedibili. È quindi fondamentale che le imprese proseguano nel percorso di innovazione, diversificazione dei mercati e rafforzamento della competitività, leve decisive per affrontare uno scenario internazionale sempre più complesso. Parallelamente, risulta strategico che le politiche pubbliche continuino a sostenere il sistema produttivo con interventi stabili, mirati ed efficaci, capaci di rafforzare la resilienza delle imprese e la loro capacità di competere sui mercati globali”.

I dati in provincia di Cremona

Relativamente alla provincia di Cremona, le esportazioni vedono una ripresa del +0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al 31 marzo 2026 le esportazioni cremonesi ammontano a quasi 1,6 MLD di euro, contro un valore di import pari a oltre 1,7 MLD di euro, in calo rispetto al 2025 del -7,6%. Il saldo commerciale si colloca in territorio negativo, ammontando a -176,2 MLN di euro.

Considerando i principali prodotti esportati, si segnalano performance positive per i metalli di base e prodotti in metallo (+12,3%), i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,6%), i prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+1,7%) e gli apparecchi elettrici (+1,4%). Valori negativi si registrano, invece, per le sostanze e i prodotti chimici (-15%), i macchinari (-1,4%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-15,5%), il legno e prodotti in legno (-8,6%), i mezzi di trasporto (-25%), i prodotti delle altre attività manifatturiere (-5,6%) e gli apparecchi elettronici e ottici (-9%).

Sul fronte delle importazioni, si segnalano variazioni negative per la quasi totalità dei prodotti, con la sola eccezione degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali (+2,6%), dei prodotti delle altre attività manifatturiere (+3,8%) e dei coke e prodotti petroliferi raffinati (+3,9%). Da segnalare anche una forte ripresa per i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento. Le performance di segno meno riguardano: i prodotti in metallo (-9,5%), i mezzi di trasporto (-4,3%), le sostanze e i prodotti chimici (-17,2%), i prodotti alimentari, bevande e tabacco (-15,9%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-3,9%), i prodotti dell’agricoltura (-25,5%), i macchinari (-5,2%), i prodotti in legno e carta (-22,2%), i prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-13,2%), gli apparecchi elettrici (-15,4%) e gli apparecchi elettronici e ottici (-31,8%).

L’analisi dell’andamento delle esportazioni della provincia di Cremona per paesi di sbocco evidenzia una generale ripresa verso i principali partner europei: Francia (+5,5%), Spagna (+7,2%), Polonia (+15,3%), Romania (+31,3%), Paesi Bassi (+7,8%) e Belgio (+4,1%). Valori con segno meno emergono invece per Germania (-12,7%), Stati Uniti (-16,2%), Regno Unito (-11,6%) e Repubblica Ceca (-4,8%).

Le importazioni vedono un calo generale: Germania (-4,8%), Austria (-6,6%), Francia (-16,5%), Polonia (-8,7%), Paesi Bassi (-26,1%), Spagna (-11,9%), Belgio (-24%). Va invece sottolineata una consistente crescita delle importazioni da Repubblica democratica del Congo, Cina, Serbia e Stati Uniti d’America.