Chicchi di grandine grandi come noci, terreni imbiancati in pochi minuti, frutti segnati dall’impatto e reti di protezione cariche di ghiaccio. È la prima fotografia della violenta grandinata che nel tardo pomeriggio di ieri, domenica21 giugno 2026, ha colpito una parte della media Valtellina, interessando in particolare le zone di Poggiridenti, Tresivio, Piateda, Montagna in Valtellina e Ponte in Valtellina.
Grandine in Valle: chicchi come noci su frutteti, vigneti e colture
A evidenziarlo è Coldiretti Sondrio, che sta raccogliendo le segnalazioni arrivate dal territorio per una prima valutazione degli effetti sulle colture. Le situazioni più critiche risultano localizzate, con intensità maggiori soprattutto nell’area di Piateda, mentre nel complesso i danni appaiono al momento recuperabili, pur richiedendo verifiche puntuali azienda per azienda.
La grandine ha colpito frutteti, vigneti, colture e appezzamenti agricoli in una fase delicata della stagione, quando la vegetazione è in pieno sviluppo, i frutti sono già formati e anche la vite si trova in un momento sensibile del proprio ciclo produttivo. Le immagini raccolte dagli agricoltori mostrano chicchi di dimensioni importanti, accumuli al suolo e segni evidenti su mele, altri frutti e vegetazione, con ammaccature e lesioni provocate dall’impatto.
«Stiamo monitorando la situazione con attenzione, raccogliendo le segnalazioni che arrivano dalle aziende agricole dei territori colpiti – dichiara Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio – La grandine ha interessato frutteti, vigneti e colture con intensità diverse da zona a zona. A una prima valutazione i danni risultano localizzati e in buona parte recuperabili, ma serviranno verifiche puntuali nei prossimi giorni, perché ogni azienda può aver subito effetti differenti in base all’esposizione, alla fase vegetativa e alla presenza o meno di sistemi di protezione».
Hanno funzionato le reti antigrandine
Un elemento decisivo, sottolinea Coldiretti Sondrio, è stato il ruolo delle reti antigrandine. Dove erano presenti e correttamente installate, le protezioni hanno evitato conseguenze ben più pesanti, trattenendo grandi quantità di ghiaccio e limitando l’impatto diretto su piante e frutti.
«Le immagini delle reti cariche di grandine sono molto eloquenti – aggiunge Bambini – Dove queste strutture erano presenti hanno fatto la differenza, evitando danni che avrebbero potuto essere devastanti. È la conferma di quanto sia importante continuare a investire nella prevenzione e nella difesa attiva delle colture, perché eventi di questo tipo arrivano ormai con grande rapidità e con una violenza crescente».
L’episodio conferma ancora una volta la crescente esposizione dell’agricoltura valtellinese agli eventi meteorologici estremi, sempre più improvvisi e violenti. Grandinate concentrate in pochi minuti possono compromettere il lavoro di mesi, colpendo produzioni, qualità dei raccolti e reddito delle aziende.
Coldiretti Sondrio continuerà nelle prossime ore il monitoraggio sul territorio, raccogliendo le segnalazioni degli agricoltori e verificando l’evoluzione dei danni, anche in vista delle eventuali procedure di segnalazione e conta puntuale nelle aree più colpite.