Circa 300 persone hanno partecipato alla proiezione di “Vailate. Dove vivono i ricordi”, il documentario realizzato da Matteo Piccolo che racconta il paese attraverso le testimonianze dei suoi abitanti. Un evento che ha saputo emozionare il pubblico, trasformandosi in una serata di condivisione, memoria e appartenenza alla comunità.
Una serata di memoria condivisa
Non è stata una semplice proiezione, ma una serata collettiva di memoria condivisa, identità e riconoscimento. Venerdì scorso il Centro civico di Vailate ha accolto un pubblico numeroso, circa 300 persone, intervenuto per assistere a “Vailate. Dove vivono i ricordi”, il documentario firmato da Matteo Piccolo. Un titolo che già racchiude il senso del progetto: raccontare il paese attraverso chi lo vive e lo ha vissuto, dando voce alle storie degli abitanti, alle famiglie, alle esperienze quotidiane e a quel patrimonio invisibile fatto di relazioni, ricordi e passaggi generazionali. Un lavoro che non nasce con l’intento di essere una ricostruzione storica o un prodotto didattico, ma un racconto profondamente legato al tessuto affettivo della comunità, dagli anni ’90 fino ai giorni nostri.
L’emozione dell’autore e del pubblico
Il colpo d’occhio della sala piena ha sorpreso lo stesso autore, videomaker di professione, che ha lavorato al progetto per due anni. La partecipazione è andata oltre ogni aspettativa, trasformando la serata in un momento quasi corale. “Mi aspettavo la metà delle persone – ha raccontato Matteo Piccolo – e vedere tanta gente entusiasta, emozionata, soprattutto nel riconoscersi e nel rivedere le proprie famiglie sullo schermo, è stato qualcosa di bellissimo”. La proiezione è stata accompagnata da una forte partecipazione emotiva, con reazioni spontanee del pubblico che ha riconosciuto luoghi, volti e frammenti della propria storia personale e collettiva.
Il documentario nasce anche da una motivazione intima e personale. Piccolo ha, infatti, spiegato che l’idea è maturata in memoria della nonna, figura centrale nel suo percorso umano e creativo. “Vedere completo un lavoro così lungo e ricco di emotività è indescrivibile. Volevo emozionare e credo di esserci riuscito. È stato un percorso intenso di due anni e ora che è finito sento quasi nostalgia, come se mi mancasse qualcosa nel non poterci più lavorare ogni giorno”.
Un’opera che guarda al futuro
La serata ha visto anche la presenza delle istituzioni locali: il sindaco Andrea Trevisan, il vicesindaco Franco Cerri e l’assessore alla Cultura Marina Angela Doneda hanno partecipato alla proiezione insieme ad altre figure che hanno scritto la storia di Vailate, presenti anche nel documentario, come Paola Guerini Rocco, Luigia Durelli e diverse maestre storiche del paese.
Tra le testimonianze raccolte emerge anche la volontà dell’autore di preservare il valore del lavoro realizzato. Il documentario, infatti, non è al momento disponibile al pubblico: Piccolo ha scelto di non diffonderlo per ora, con l’intenzione di partecipare a festival e concorsi in Italia e all’estero, dove sarà necessario mantenere l’esclusiva.
Un’opera che va oltre il semplice racconto audiovisivo e che si trasforma in un ponte tra generazioni, tra memoria e presente, restituendo a Vailate non solo le sue immagini, ma soprattutto la sua storia vissuta.