Un chivassese vice campione della serie A in Slovacchia. Si tratta di Giuseppe Dutto, 29 anni, nato a Chivasso (primo a destra nella foto), cresciuto a Lauriano e match analyst del club Dac, squadra della città di Dunajská Streda, a pochi chilometri dalla capitale Bratislava. Il successo nell’ultima di campionato, un rotondo 3-0 contro lo Spartak Trnava, ha consegnato alla squadra la medaglia d’argento e l’accesso ai preliminari di Conference League, un traguardo che valorizza il lavoro anche di tutto lo staff tecnico.
Giuseppe Dutto, dall’Urs La Chivasso alla serie A Slovacca
La Dac è una realtà in rapida ascesa nel campionato di calcio slovacco: progetto societario, valorizzazione dei giovani e risultati sul campo la rendono paragonabile alle moderne esperienze sportive italiane dell’Atalanta e del Como.
Nella stagione agonistica appena terminata in Slovacchia, Dutto è diventato una figura di riferimento dell’allenatore della Dac, Branislav Fodrek, che nella stagione 2008/2009, quando militava nella Artmedia Petržalka (Slovacchia), fece un splendido gol su rovesciata alla Juventus di Buffon (finì 1-1 a Bratislava, con gol del pareggio di Amauri), in un preliminare di Champions League nel quale prevalsero poi i bianconeri, con un perentorio 4-0 nella gara di ritorno a Torino.
Cresciuto nel settore giovanile dell’Urs La Chivasso, come difensore centrale, Dutto ha dovuto affrontare due gravi infortuni, le fratture ai legamenti crociati sinistro e destro, che lo hanno costretto a interrompere l’esperienza da giocatore. Da lì è iniziato un nuovo cammino, fatto di studio e specializzazione: laurea in Economia e Commercio all’Università di Torino e master alla Fba, il Football Business Academy di Ginevra, scuola internazionale specializzata nel management del calcio. Dopo uno stage in Messico, l’approdo in Slovacchia, dove ha potuto consolidare la sua identità professionale nell’analisi tattica.
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Un’esperienza formativa
«Questa esperienza nella serie A slovacca è per me profondamente formativa — afferma Dutto, che ha frequentato la scuola media Demetrio Cosola ed il liceo scientifico Newton di Chivasso — e mi ha dato l’opportunità di realizzare il mio sogno: lavorare nel mondo del calcio, ambizione molto difficile da realizzare in Italia per chi come me alle spalle ha soltanto la passione. Ci vuole tanto lavoro e dedizione assoluta. Ho avuto la fortuna di lavorare con il collega match analyst austriaco Lukas Haspl, che mi ha insegnato molto, e giocatori come Nino Kukovec, attaccante sloveno con un passato nella Fiorentina, che ha portato al club il bagaglio tecnico maturato nel calcio italiano. Adesso l’attenzione di tutti noi è rivolta ai turni preliminari di Conference League, che si giocheranno giovedì 23 e 30 luglio. Affronteremo la vincente tra Velez Mostar (Bosnia Erzegovina) e Milsmami Orhei (Moldavia). Sto già “studiando” i filmati di gioco di entrambe le squadre».
Da pochi giorni ha cominciato a lavorare, nei moderni impianti sportivi di Dunajská Streda, il nuovo allenatore della Dac, l’ex centrocampista tedesco Robert Klauss, che ha avuto maggiori successi come allenatore: in Austria, per il Rapid Vienna, ed in Germania, al Norimberga e, come vice, al Lipsia, squadra dove è stato il braccio destro di due commissari tecnici impegnati in questi giorni nei Mondiali 2026: Julian Nagelsmann, trainer della Germania, e Ralf Rangnick, dell’Austria.
Al lavoro con Robert Klauss
«Anche con Robert Klauss mi sto trovando molto bene – dice Dutto -. Sto assimilando i suoi schemi, che si fondano sul cosiddetto “gegenpressing”, letteralmente “contro-pressing”, una tattica calcistica che consiste nell’aggredire istantaneamente gli avversari nel momento esatto in cui si perde il possesso della palla. Invece di ripiegare all’indietro per difendere la propria area, i giocatori più vicini al pallone scattano in avanti in modo coordinato per contrastare il portatore di palla avversario e intercettare le sue linee di passaggio. L’obiettivo principale è sfruttare quei pochissimi secondi di disorientamento della squadra che ha appena recuperato la sfera, la quale non ha ancora avuto il tempo di organizzarsi e aprirsi sul campo. Riconquistando il pallone in una zona avanzata, si può lanciare un contrattacco fulmineo e pericoloso quando la difesa avversaria è ancora scoperta. Ideato in Germania e perfezionato da allenatori come Ralf Rangnick e Jürgen Klopp, questo principio trasforma la fase difensiva nella prima e più efficace azione d’attacco».
Nelle figure che ormai sono diventate fondamentali per le società, il match analyst riveste un ruolo importante, perché esamina le partite attraverso video e dati per fornire allo staff tecnico una lettura oggettiva delle prestazioni. Analizza movimenti, schemi, distanze, pressing e transizioni, trasformando tutto in report e clip utili per preparare le gare successive. Lavora sia sulla propria squadra sia sugli avversari, individuando punti di forza, debolezze e abitudini tattiche. Dopo il brillante risultato raggiunto in campionato, Dutto è stato confermato dalla Dac e promosso come “head of analyst”, ovvero a capo del settore degli analisti, per la prossima stagione calcistica.
Dac, una squadra identitaria
Nella Dac si è tra l’altro affermato (18 gol nella stagione 2022/2023) Nikola Krstović, attualmente punta centrale del Lecce. Il secondo posto è stato raggiunto dalla Dac anche dopo la cessione, nel febbraio scorso, di una punta di diamante della squadra, l’ala destra Damir Redzic, agli austriaci del Salisburgo (per 5 milioni di euro).
La Dac è una delle squadre più identitarie della Slovacchia, radicata in una città dove la maggioranza della popolazione è di etnia ungherese: Dunajská Streda si trova infatti nel sud del Paese, in un’area storicamente parte del Regno d’Ungheria fino al 1918 e tuttora bilingue. Lo stadio della squadra è la Mol Aréna, moderna e molto partecipata, con una capienza di 16.410 posti ed una tifoseria molto calda ed appassionata. Il club è di proprietà dell’imprenditore Oszkár Világi, figura di spicco dell’economia ungherese e presidente di Slovnaft, azienda del gruppo energetico Mol (petrolio e gas), che è anche investitore nello stadio e nel progetto sportivo. La forte presenza ungherese nella regione rende la Dac un simbolo culturale oltre che sportivo: le partite sono un rito identitario, con cori in ungherese e uno stadio spesso gremito, capace di creare una delle atmosfere più calde del calcio slovacco. In Italia, le partite del campionato slovacco sono trasmesse dalla piattaforma OneFootbal.
L’obiettivo non dichiarato della Dac per la prossima stagione, ma chiaro a tutti, è quello di migliorarsi, ovvero di vincere lo scudetto slovacco, battendo gli storici rivali dello Slovan Bratislava (che quest’anno ha vinto il suo 25esimo campionato). «Siamo tutti scaramantici – conclude Dutto -, ma devo ammettere che il secondo posto ha creato in città un grande entusiasmo e molte aspettative. Anche qui il calcio è seguitissimo, come in Italia ed in molti altri Paesi. Si pensi che la città di Dunajská Streda ha appena 23 mila abitanti, meno di Chivasso, ma la Dac è riuscita a reggere la concorrenza con lo Slovan Bratislava, il club della capitale, che ha in bacheca il maggior numero di titoli nazionali e coppe nella storia slovacca ed anche cecoslovacca». Per questo il secondo posto ha assunto a Dunajská Streda ed in tutta la Slovacchia il valore di una vera impresa, alla quale ha contribuito anche il giovane chivassese.