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Pakistano-eroe ferma nigeriano impazzito che tenta di strangolare un bambino in un parco

Il questore ha disposto la revoca del permesso di soggiorno per l'aggressore e l'avvio delle procedure di espulsione

Pakistano-eroe ferma nigeriano impazzito che tenta di strangolare un bambino in un parco

Non si dovrebbe mai mescolare disagio psichico e polemica politica, ma una vicenda accaduta due giorni fa a Brescia è comunque salita alle cronache nazionali. In un giardino pubblico del capoluogo di provincia lombardo un 29enne nigeriano è impazzito e se l’è presa con due bambini, cercando di strangolarne uno. Per fortuna a dar man forte alla madre ci ha pensato un cittadino pakistano che si trovava nel parco: anche se cardiopatico e con un pacemaker, l’eroe per caso ha ingaggiato una dura lotta con il folle, riuscendo a bloccarlo fino all’arrivo di una pattuglia della Polizia.

L’INTERVISTA DELL’EROE AL TG1:

 

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Sfiorata tragedia a Brescia, Sardone vuole la remigrazione

Ma la polemica politica è stata inevitabile. Remigrazione, ma non l’ha gridato Roberto Vannacci.

Ha tuonato duro l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone.

La rappresentante della Lega ha esternato tutta la sua rabbia e preoccupazione attraverso un durissimo post sui suoi social, nel quale ha tuttavia omesso la nazionalità dell’eroico samaritano senza il quale non saremmo qua a parlare di tragedia sfiorata:

“Terribile episodio a Brescia dove 29enne nigeriano ha tentato di strangolare due bambini, uno dei quali di tre anni. La madre di quest’ultimo è intervenuta per difendere il figlio e le urla della donna hanno attirato l’attenzione del cittadino che è riuscito a immobilizzare a terra lo straniero fino all’arrivo delle forze dell’ordine. L’ennesimo episodio gravissimo che riguarda delinquenti stranieri. Meritano il carcere duro e la remigrazione!”.

La vicenda ha suscitato forte preoccupazione anche a livello cittadino.
Laura Castelletti sindaco di Brescia
La sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha definito l’episodio “gravissimo”, sottolineando lo sgomento della comunità e chiedendo chiarimenti sulle procedure relative all’espulsione e alla gestione di soggetti considerati potenzialmente pericolosi.

Le altre reazioni, botta e risposta Centrodestra-Pd

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha definito l’accaduto “raccapricciante”.
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana
A portare la vicenda su un piano diverso la consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli che ha commentato:
“Anziché prendersela con gli immigrati la Regione investa in salute mentale”.
Ma ancora durissimo è poi intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza della Regione, Romano La Russa:
Romano La Russa
“Quando una persona è sotto effetto di sostanze o in condizioni di grave fragilità psichica non adeguatamente monitorate diventa un potenziale pericolo per sé e per gli altri. Per questo è assolutamente indispensabile che ci siano strumenti efficaci di contrasto”.

Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha comunque disposto la revoca del permesso di soggiorno per il nigeriano e l’avvio delle procedure di espulsione.

Il precedente di Modena

Il caso di Brescia arriva a poca distanza da altri episodi di cronaca che hanno alimentato il dibattito pubblico sulla gestione di persone affette da disagio psichico o protagoniste di comportamenti violenti e imprevedibili.

Tra questi, il recente caso di Modena, dove un uomo alla guida di un’automobile aveva seminato il panico in città in pieno centro con una folle corsa e una serie di manovre pericolose, episodio sul quale erano emersi interrogativi riguardo alle condizioni psicologiche del responsabile.

Si tratta tuttavia di situazioni tra loro diverse e accomunate soprattutto dalla presenza di soggetti che, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, potrebbero aver manifestato forme di alterazione o fragilità psichica.

Un elemento che rende complesso attribuire automaticamente tali episodi a fenomeni specifici come l’immigrazione o la criminalità comune, o addirittura come paventato a Modena, terrorismo islamico.

Da una parte, esponenti politici e amministratori locali chiedono strumenti più efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e per intervenire nei confronti di persone ritenute pericolose.

Dall’altra, diversi osservatori invitano a distinguere tra i temi dell’immigrazione, della salute mentale e dell’ordine pubblico, evitando generalizzazioni che rischiano di sovrapporre fenomeni differenti.

Resta il fatto che episodi come quello di Brescia, così come altri casi recenti finiti al centro della cronaca nazionale, continuano ad alimentare interrogativi sulla capacità delle istituzioni di prevenire situazioni potenzialmente drammatiche e di gestire soggetti che manifestano comportamenti violenti o gravemente imprevedibili.