Il dibattito sulla gestione dello spazio pubblico e della sicurezza urbana a Chivasso si arricchisce di un nuovo, complesso capitolo. Mentre la comunità locale analizza gli equilibri politici emersi dal recente referendum promosso da «Sinistra Ecologista Chivasso / AVS» e dal Circolo «Pinuccia Bagnaschi» di Sinistra Italiana (era stata netta la vittoria dei contrari alla circolazione dei monopattini per le vie del centro), l’attenzione dell’amministrazione e delle forze dell’ordine si sposta con decisione su un tema di stretta e quotidiana attualità: la regolamentazione della micromobilità elettrica.
Monopattini, il Comune annuncia un giro di vite sui controlli
La città dei nocciolini si trova infatti di fronte alla necessità di gestire una transizione normativa complessa, dove il passaggio dalle vecchie abitudini alle nuove prescrizioni di legge sta incontrando forti resistenze da parte dell’utenza.
Dal punto di vista strettamente giuridico, il quadro normativo nazionale ha tracciato una linea di demarcazione netta lo scorso 16 maggio. Da quella data, l’introduzione dell’obbligo di identificazione tramite targa e l’uso del casco avrebbero dovuto ridefinire i confini della circolazione dei monopattini elettrici. Tuttavia, l’evidenza raccolta percorrendo le vie del centro storico chivassese dimostra lo scarto esistente tra il dettato legislativo e la sua applicazione pratica. I dati raccolti sul territorio indicano che soltanto un conducente su dieci si è effettivamente adeguato all’obbligo del contrassegno identificativo, lasciando scoperto il restante novanta per cento della flotta circolante, spesso unico mezzo di trasporto dei giovani, anche extracomunitari, che gravitano su Chivasso.
Pochissimi in regola
Questa diffusa refrattarietà alle regole non si limita alla sola targa. Il monitoraggio quotidiano evidenzia una carenza strutturale anche sul fronte dei dispositivi di protezione individuale e delle tutele risarcitorie. Il casco, presidio fondamentale per l’incolumità personale, viene frequentemente convertito in un accessorio decorativo, agganciato al manubrio anziché essere regolarmente indossato e allacciato. Un discorso analogo si applica alla polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, un adempimento che per il momento rimane confinato sulla carta e ampiamente disatteso dalla maggioranza degli utilizzatori.
Aumentano i controlli
Di fronte a questo scenario di diffusa illegalità stradale, la Polizia Locale di Chivasso, sotto la guida del comandante Marco Lauria, ha avviato una prima fase di contrasto in sinergia con l’Arma dei Carabinieri. Questo iniziale ciclo di verifiche non ha però sortito gli effetti auspicati in termini di sanzioni e deterrenza, a causa di una scelta temporale dei posti di controllo che non ha intercettato i flussi principali.
L’analisi strategica dei comandi suggerisce che la fluidità e la volatilità tipiche di questi mezzi richiedano un approccio flessibile e mirato, capace di adattarsi alle reali abitudini di utilizzo della cittadinanza. Per questa ragione, gli uffici di via Siccardi hanno rimodulato la pianificazione operativa dei prossimi interventi.
La nuova strategia prevede il posizionamento di pattuglie in orari pomeridiani e serali, momenti in cui si registra il picco di passaggi e in cui si concentrano le segnalazioni di condotte di guida pericolose. L’obiettivo primario è tutelare le aree pedonali e i portici del centro, contesti in cui la convivenza tra pedoni e veicoli elettrici ad alta velocità genera i rischi maggiori.