Il Parlamento europeo ha approvato giovedì 18 giugno 2026 una risoluzione che condanna con fermezza le continue violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali perpetrate dal regime comunista cubano. Il testo ufficiale denuncia la repressione politica, la detenzione degli oppositori, le torture, le persecuzioni nei confronti dei dissidenti e la drammatica crisi umanitaria che colpisce la popolazione dell’isola, chiedendo contestualmente all’Unione europea di assumere una posizione netta a sostegno della libertà e della democrazia.
Il sostegno del gruppo Ecr alla risoluzione
L’approvazione del documento comunitario è stata commentata dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, Denis Nesci, attraverso una nota stampa ufficiale.
“Fratelli d’Italia e il gruppo ECR – spiega il parlamentare – hanno sostenuto convintamente questa risoluzione, schierandosi senza esitazioni dalla parte del popolo cubano e di quanti continuano a battersi per la libertà pagando un prezzo altissimo. Di fronte a un regime che imprigiona gli oppositori, reprime il dissenso e nega le libertà fondamentali, non esistono zone grigie: occorre scegliere da che parte stare“.
La contestazione per l’assenza in Aula
Il rappresentante politico ha focalizzato la propria attenzione sul comportamento di un collega della delegazione italiana a Strasburgo.
“Per questo colpisce ancora di più l’assenza dell’eurodeputato Mimmo Lucano nel momento in cui il Parlamento europeo era chiamato ad esprimersi su una delle più importanti votazioni riguardanti Cuba di questa legislatura. Negli scorsi mesi l’amministratore si era recato all’Avana rilasciando dichiarazioni durissime contro l’Italia e contro l’Unione europea. Oggi, però, quando c’era da tradurre quelle posizioni in un voto politico chiaro sulla repressione del regime cubano, il suo posto in Aula era vuoto”.
Il valore politico della mancata votazione
La critica della delegazione di centrodestra si sposta sul significato istituzionale della mancata partecipazione alla seduta plenaria.
“L’assenza è una scelta politica. E quando si parla di diritti umani, libertà e democrazia, il silenzio rischia di trasformarsi in una forma di complicità politica verso chi quelle libertà le calpesta ogni giorno. Chi trova il tempo per difendere o giustificare il regime cubano dovrebbe trovare anche il coraggio di assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie posizioni davanti ai cittadini europei”.
Il richiamo alla coerenza istituzionale
La nota del deputato europeo si conclude con un appello relativo all’universalità dei valori democratici in sede internazionale. “Sui diritti umani non possono esistere ambiguità, giustificazioni ideologiche o doppi standard. La libertà vale sempre, per tutti e in ogni parte del mondo. Ed è proprio nei confronti delle dittature che la coerenza politica si misura nei fatti, non nelle dichiarazioni”, conclude l’esponente politico.