La riapertura dello Stretto di Hormuz, avvenuta dopo un accordo tra Stati Uniti e Iran che ha portato a una tregua di 60 giorni, rappresenta un momento cruciale per i mercati globali. Tuttavia, Allianz Trade avverte che gli effetti della crisi non si esauriranno nel breve periodo, continuando a influenzare inflazione, consumi e crescita.
Il settore del turismo, già gravemente colpito dalla guerra e dal blocco, deve rimanere vigile. Con la riapertura dello Stretto, Allianz Trade ha delineato sette passaggi chiave da considerare.
Normalizzazione dei flussi energetici
Nonostante la riapertura sia una notizia positiva, non significa un immediato ritorno alla normalità. Il processo di sminamento e il ripristino della fiducia degli operatori richiederanno tempo. Si prevede che circa il 65% dei flussi persi tornerà entro tre mesi, con un’ulteriore crescita fino all’80% entro quattro mesi, mentre la piena normalizzazione è attesa solo verso la fine dell’anno.
Prezzi del petrolio e inflazione
Il raffreddamento delle tensioni geopolitiche dovrebbe stabilizzare il prezzo del Brent intorno agli 80 dollari al barile nel terzo trimestre del 2026, con una discesa a 75 dollari e livelli attorno ai 67 dollari entro il 2027. Tuttavia, il calo dei prezzi non si tradurrà immediatamente in un alleggerimento per famiglie e imprese, poiché gli aumenti precedenti continuano a influenzare le filiere produttive e i prezzi al consumo, ritardando il picco dell’inflazione.
Negli Stati Uniti, l’inflazione è prevista in media al 3,3% nel 2026, mentre nell’Eurozona potrebbe raggiungere circa il 3,4% nel quarto trimestre. Questo ritardo nel trasferimento dei costi energetici all’economia reale lascia i mercati in anticipo rispetto ai dati economici.
Inoltre, l’Europa si trova in una posizione più vulnerabile rispetto agli Stati Uniti, che, in quanto esportatori netti di energia, riescono a compensare parte degli effetti negativi grazie a maggiori entrate e investimenti robusti. L’Europa, invece, è più dipendente dalle importazioni energetiche e affronta una situazione economica fragile.
Il potere d’acquisto delle famiglie nell’Eurozona continua a essere sotto pressione a causa dell’aumento dei costi energetici, con un recupero dei salari reali previsto solo nel 2027. Ciò mantiene le famiglie in una posizione di cautela, frenando la domanda interna.
Infine, le banche centrali si trovano a dover bilanciare un’inflazione ancora elevata con una crescita debole. Allianz Trade non esclude ulteriori rialzi dei tassi nel 2026, evidenziando il rischio di una stretta eccessiva proprio quando l’economia inizia a rallentare, in particolare in Europa.