Quella che doveva essere una giornata escursionistica insieme ad amici ha visto rapidamente cambiare atmosfera, trasformandosi in una corsa contro il tempo per salvare la vita di una persona. Sabato 13 giugno, lungo il noto itinerario delle 52 gallerie sul Pasubio (in Veneto), tre amici medici – nella foto in apertura -, di cui uno di Sarnico e l’altro di Gandino, si sono trovati a intervenire per soccorrere una turista slovena di 61 anni colpita da un malore.
Intervento provvidenziale
Come riporta L’Eco di Bergamo, nel gruppetto dei tre medici c’erano anche due bergamaschi: Giorgio Schiaretti, medico di Medicina generale di Sarnico, e Francesco Parolini, originario di Gandino e medico della Primavera dell’Atalanta. Poco dopo la 48ª galleria, il gruppo ha notato una signora seduta contro una roccia, visibilmente sofferente. La signora, che parlava solamente sloveno, ha spiegato di avere un forte dolore toracico e di non riuscire a camminare.
Le sue condizioni hanno allarmato i tre medici, i quali si sono subito resi operativi cercando di mettersi in contatto con i soccorsi. Purtroppo le difficoltà logistiche, tra cui la mancanza di segnale telefonico, hanno creato non pochi problemi, complicando l’intervento.
Manovre salvavita in alta quota
Anche perché, di lì a poco, la situazione è drasticamente peggiorata: la signora ha perso conoscenza e i tre medici sono dovuti passare all’azione eseguendo delle manovre salvavita. Il medico gandinese ha praticato un “colpo precordiale”, una tecnica non prevista dalle linee guida ma appresa durante la specializzazione e che prevede di dare un vero e proprio pugno al centro dello sterno, così da un piccolo impulso elettrico nel cuore.
Grazie al lavoro di squadra, i tre medici hanno gestito le compressioni toraciche e le vie aeree, mantenendo la calma e la lucidità in un momento critico.
Salvataggio con gioco di squadra
Dopo alcuni momenti critici, la donna ha ripreso a muoversi e ha ripreso conoscenza. L’elisoccorso in arrivo da Verona ha poi raggiunto il luogo, trasferendo la donna all’ospedale di Santorso. Parolini, successivamente intervistato da L’Eco, ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra: «Abbiamo fatto un bel lavoro d’équipe e mantenuto il sangue freddo. In una situazione del genere, non pensi ad altro che a salvare la paziente in tutti i modi possibili».