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L’esame di Maturità, oltre il voto

Un sostegno basato sulla fiducia, più che sulla pressione del risultato, aiuta i ragazzi a sentirsi più sicuri

L’esame di Maturità, oltre il voto

Per molti studenti, l’esame di maturità non rappresenta soltanto una verifica delle conoscenze acquisite, ma un momento di forte esposizione personale. Accanto allo studio, infatti, emergono emozioni, aspettative e timori legati al giudizio degli altri.

L’esame di Maturità, oltre il voto

Il rischio più diffuso è quello di identificare il proprio valore con il risultato finale. Un voto, però, misura una performance, non una persona e questa distinzione è fondamentale per affrontare l’esame con maggiore equilibrio e ridurre la pressione emotiva.

L’ansia, spesso percepita come un ostacolo, è in realtà una risposta naturale a una situazione significativa che se riconosciuta e gestita, può trasformarsi in energia utile per affrontare la prova.

Diventa invece limitante quando viene interpretata come segnale di inadeguatezza. Un ruolo importante è giocato anche dal dialogo interno. Pensieri come “non sono pronto” o “non ce la farò” tendono ad amplificare l’insicurezza e influenzano negativamente la performance.

Imparare a riconoscerli senza lasciarsi guidare completamente da essi è un passaggio chiave. In questo contesto, anche il ruolo dei genitori è delicato.

Un sostegno basato sulla fiducia, più che sulla pressione del risultato, aiuta i ragazzi a sentirsi più sicuri e a gestire meglio il momento. La maturità, quindi, non è solo un traguardo scolastico, ma un passaggio di crescita personale, in cui i ragazzi iniziano a confrontarsi con sè stessi e con il proprio modo di affrontare le sfide.

Vassiliki Tziveli

Vassiliki Tziveli è giornalista e mental coach e cura una rubrica fissa su tutti i 51 settimanali del nostro gruppo editoriale (più di 400mila copie settimanali in 4 regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) oltre al nostro quotidiano online nazionale.

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