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Impresa Knicks: Spurs Ko, titolo NBA ritrovato dopo mezzo secolo

I Knicks chiudono la serie sul 4-1 battendo San Antonio 94-90: Brunson trascina New York con 45 punti e viene eletto MVP delle Finals.

Impresa Knicks: Spurs Ko, titolo NBA ritrovato dopo mezzo secolo

Dopo oltre mezzo secolo di attesa, New York torna sul tetto del basket mondiale. I Knicks completano una cavalcata straordinaria conquistando il titolo NBA grazie al successo per 94-90 in gara-5 contro San Antonio. Una vittoria che mette fine a un digiuno lungo 52 anni e regala ai tifosi newyorchesi una notte destinata a entrare nella storia della franchigia. L’ultimo trionfo risaliva infatti al 1973, un’eternità per una piazza che negli ultimi decenni aveva conosciuto soprattutto delusioni.

Ancora una volta la squadra guidata da coach Brown ha trovato le risorse per ribaltare una situazione che sembrava compromessa. I Knicks sono stati sotto di 15 punti nel corso del terzo quarto e hanno affrontato gli ultimi minuti con uno svantaggio in doppia cifra, ma hanno saputo reagire affidandosi al talento e alla leadership di uno straordinario Jalen Brunson. Il numero uno di New York ha firmato una prestazione monumentale da 45 punti, trascinando i compagni verso l’ennesima rimonta di una postseason che resterà nella memoria dei tifosi.

L’atmosfera del Frost Bank Center raccontava già molto prima della palla a due. Migliaia di sostenitori dei Knicks hanno colorato le tribune di blu, trasformando per lunghi tratti l’impianto texano in una sorta di Madison Square Garden in trasferta. L’inizio della partita, però, sembrava destinato a sorridere agli Spurs. Come accaduto spesso nella serie, New York è partita con il freno a mano tirato e San Antonio ne ha approfittato immediatamente.

Victor Wembanyama ha dominato la fase difensiva fin dai primi possessi. Le sue tre stoppate nei primi minuti hanno scoraggiato gli attaccanti avversari e costretto i Knicks a conclusioni forzate. Pur senza brillare offensivamente, gli Spurs hanno costruito un vantaggio importante grazie anche all’energia portata dalla panchina. Dopo dodici minuti il tabellone segnava 23-13, fotografando le enormi difficoltà offensive degli ospiti, capaci di realizzare appena quattro canestri dal campo e di perdere più palloni di quanti ne avessero messi a referto.

Nel secondo periodo i padroni di casa sono riusciti addirittura a toccare il +16, ma proprio nel momento migliore hanno iniziato a perdere fluidità. L’uscita temporanea di Wembanyama ha tolto certezze all’attacco texano, mentre Brunson ha gradualmente preso il controllo della partita. Le triple hanno iniziato a entrare e New York, possesso dopo possesso, è tornata a contatto. Anche Bridges ha dato un contributo prezioso dall’arco, permettendo ai Knicks di ricucire quasi completamente lo strappo. Il canestro sulla sirena di Vassell ha consentito agli Spurs di andare all’intervallo avanti di cinque punti, un margine minimo considerando le pessime percentuali offensive degli ospiti.

La ripresa si è aperta con una nuova accelerazione di San Antonio. Wembanyama è tornato protagonista e la squadra di casa ha nuovamente allungato fino alla doppia cifra di vantaggio. A metà terzo quarto si è verificato anche un episodio destinato a far discutere: sul tentativo da tre punti di Brunson, il lungo francese è entrato nello spazio di atterraggio del playmaker senza che gli arbitri intervenissero. La protesta dei Knicks è stata immediata, ma il gioco è proseguito senza revisioni.

Nonostante il nuovo massimo vantaggio degli Spurs, arrivati sul +15 a pochi minuti dalla fine del periodo, New York ha trovato ancora una volta la forza di reagire. Brunson ha iniziato a colpire con continuità e il distacco si è ridotto fino al -7 con cui le squadre hanno affrontato l’ultimo quarto.

Gli ultimi dodici minuti hanno rappresentato il manifesto della stagione dei Knicks. Anche dopo essere tornati sotto di dieci punti durante il breve riposo del proprio leader, gli ospiti non hanno smesso di crederci. Al rientro in campo Brunson ha acceso definitivamente la rimonta, guidando un devastante parziale di 15-2 che ha ribaltato completamente l’inerzia della gara.

San Antonio si è improvvisamente bloccata. Castle e Fox hanno faticato enormemente nella gestione dei possessi decisivi, mentre Wembanyama ha lasciato sul ferro alcuni liberi pesantissimi. New York ne ha approfittato con freddezza, trovando punti fondamentali dalla lunetta con Hart e Anunoby. Nel finale gli Spurs hanno avuto ancora qualche opportunità per riaprire la sfida, ma gli errori ai tiri liberi di Harper hanno spento definitivamente ogni speranza.

L’ultimo libero di Anunoby ha avuto il sapore della liberazione. Al suono della sirena è iniziata la festa dei Knicks, campioni NBA dopo oltre mezzo secolo di attesa. Una squadra che ha costruito il proprio trionfo sulla resilienza, sulla capacità di rialzarsi nei momenti più difficili e soprattutto sul talento immenso di Brunson, protagonista assoluto di una notte che entrerà per sempre nella leggenda di New York.