Il Milan sembra aver individuato il profilo su cui costruire il proprio futuro. Dopo settimane di valutazioni e contatti, la dirigenza rossonera avrebbe deciso di affidare la panchina a Ruben Amorim, tecnico portoghese reduce dall’esperienza al Manchester United e già protagonista di un importante percorso di crescita con lo Sporting Lisbona. Nelle ultime ore i dialoghi tra le parti hanno registrato un’accelerazione significativa e la fumata bianca appare sempre più vicina.
L’intesa sarebbe stata raggiunta sulla base di un contratto triennale, anche se resta da chiarire se la formula definitiva sarà di tre stagioni garantite oppure di due anni con opzione per il terzo. Dal punto di vista economico, il Milan avrebbe messo sul tavolo un’offerta da circa quattro milioni di euro netti a stagione. Un investimento che testimonia la volontà del club di aprire un nuovo ciclo tecnico, fondato su idee moderne, intensità e una chiara identità di gioco.
Amorim avrebbe dato piena disponibilità ad accettare il progetto rossonero, senza lasciarsi scoraggiare dall’assenza della Champions League nella prossima stagione. Un aspetto non secondario, considerando che dopo la parentesi poco soddisfacente sulla panchina dei Red Devils il tecnico stava valutando la possibilità di fermarsi per un anno. L’ipotesi di una pausa, però, sarebbe stata accantonata di fronte a una proposta ritenuta sufficientemente ambiziosa e stimolante. Il Milan, nonostante le difficoltà vissute negli ultimi mesi, rappresenta per lui un’opportunità di rilancio personale e professionale. Per arrivare alla definizione dell’accordo resterebbe soltanto il via libera definitivo da parte di Gerry Cardinale.
L’eventuale approdo dell’allenatore portoghese porterebbe inevitabilmente a una profonda revisione della rosa. Le sue squadre si sono sempre contraddistinte per aggressività, pressing alto, grande utilizzo delle corsie laterali e ricerca costante del possesso del pallone. Caratteristiche che richiedono interpreti specifici e una struttura costruita su misura.
Nel corso della sua carriera Amorim ha quasi sempre utilizzato sistemi difensivi a tre, prediligendo il 3-4-3 e, all’occorrenza, il 3-5-2. Una disposizione tattica che, almeno sulla carta, potrebbe ricordare quella adottata recentemente da Massimiliano Allegri. Le somiglianze, tuttavia, finiscono sostanzialmente qui. Le due filosofie calcistiche sono infatti molto distanti: se Allegri ha spesso privilegiato gestione, equilibrio e controllo dei ritmi, Amorim ama una squadra propositiva, verticale e capace di imporre il proprio gioco agli avversari.
Pur mantenendo una naturale vocazione offensiva, il tecnico lusitano ha sempre cercato di conservare compattezza ed equilibrio, qualità che hanno contribuito ai suoi migliori risultati. L’eventuale scelta del Milan segnerebbe quindi una netta discontinuità rispetto alle direzioni tecniche degli ultimi anni. Una scommessa importante, destinata a incidere non solo sul campo ma anche sulla strategia di mercato. Le risposte arriveranno nei prossimi mesi: molto dipenderà dagli innesti che verranno effettuati, dall’impatto iniziale del nuovo allenatore e dalla capacità della società di sostenerlo in un percorso che si preannuncia tanto ambizioso quanto rivoluzionario.