Taggia (IM)

«Aree pedonali imposte senza un confronto con i cittadini»

L'opposizione teme ricadute che interesserebbero i commercianti di Via Solerine gli operatori della Protezione Civile

«Aree pedonali imposte senza un confronto con i cittadini»

Il consigliere di opposizione a Taggia, a nome di tutto il gruppo Progettiamo il Futuro, interviene a margine dell’istituzione di una Aree Pedonali Urbane (APU) nel borgo medioevale. Secondo la minoranza, la decisione imposta senza un reale confronto con il territorio.

 

«Aree pedonali imposte senza un confronto con i cittadini»

«La recente attivazione delle APU  solleva numerosi interrogativi che l’amministrazione Conio ha il dovere di chiarire ai cittadini, ai residenti e agli operatori economici coinvolti – scrive Federico -.  Ancora una volta assistiamo a un provvedimento imposto senza un reale confronto con chi vive e lavora quotidianamente. Una scelta che arriva, non a caso, alla fine del secondo mandato della giunta Conio, dopo quasi dieci anni di governo della città.La domanda è semplice: se questa era una misura così importante e strategica per il futuro di Taggia, perché viene introdotta soltanto oggi?»

«Per quasi un decennio l’amministrazione non ha ritenuto prioritario intervenire sulla “valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e sulla conservazione delle caratteristiche storiche ed architettoniche del centro cittadino”. Ora, a pochi mesi dalla fine dell’esperienza amministrativa, si decide di rivoluzionare la viabilità e gli accessi al centro storico ed alle caserme Revelli senza aver prima affrontato il vero problema che cittadini e commercianti segnalano da anni: la cronica carenza di parcheggi»

«Prima di chiudere ulteriormente gli accessi sarebbe stato logico, responsabile e rispettoso della comunità realizzare un piano organico della sosta, aumentare i parcheggi pubblici e garantire soluzioni concrete a residenti, lavoratori e visitatori, magari trasformando gli stalli blu a pagamento in stalli bianchi gratuiti».

«Invece si è scelto di partire dalle restrizioni, rinviando ancora una volta la soluzione dei problemi strutturali.  A destare particolare preoccupazione è inoltre la situazione degli esercenti di Via Soleri.   Dalla documentazione approvata emerge infatti che sono previste deroghe per numerose categorie di utenti, ma non risultano autorizzazioni specifiche dedicate alle attività commerciali presenti nell’area.  Una lacuna che rischia di trasformarsi in un serio ostacolo per chi ogni giorno tiene aperte le serrande, garantisce servizi ai cittadini e contribuisce a mantenere vivo il centro storico». 

«Come potranno operare gli esercenti? Come verranno gestite le attività di carico e scarico? Quali garanzie sono state offerte alle imprese coinvolte? Ad oggi le risposte non sono affatto chiare». 

«La valorizzazione del centro storico è un obiettivo che condividiamo, ma non può essere perseguita scaricando sui cittadini e sulle attività economiche le conseguenze di una pianificazione tardiva e incompleta». 

«Ulteriori perplessità riguardano inoltre l’Area Pedonale Urbana istituita presso le ex Caserme Revelli, sede della Protezione Civile comunale.   Pur essendo previste deroghe per i mezzi della Protezione Civile, non è chiaro come verrà gestita concretamente l’attività quotidiana degli operatori e dei volontari che prestano servizio nella struttura. .Parliamo di persone che dedicano tempo ed energie alla sicurezza della nostra comunità e che devono poter accedere alla sede operativa in modo semplice ed efficiente, soprattutto in occasione di attività di addestramento, esercitazioni, riunioni organizzative o interventi emergenziali. Anche sotto questo aspetto l’amministrazione avrebbe dovuto chiarire ogni aspetto operativo prima dell’attivazione dei nuovi varchi elettronici». 

«Le criticità riguardano quindi non soltanto residenti e attività commerciali, ma anche realtà fondamentali per il territorio come la Protezione Civile comunale, a dimostrazione di come questo provvedimento sia stato adottato senza una preventiva e approfondita valutazione delle sue ricadute concrete. Siamo di fronte all’ennesimo esempio di una politica che preferisce gli annunci alla programmazione. Si introducono nuove limitazioni senza aver creato prima le condizioni necessarie affinché tali scelte possano funzionare davvero. »

«Per questo motivo – conclude – con una interrogazione urgente al prossimo consiglio comunale di lunedì 15 , chiederemo all’amministrazione quali misure intenda adottare per evitare che questa decisione produca ulteriori disagi e penalizzazioni».