Chivasso (TO)

Addio a Salvatore Custodero, il “papà” del reattore Avogadro

Fu primo direttore del centro ricerche Sorin, pioniere dell'atomo e della bioingegneria. E’ scomparso a 102 anni

Addio a Salvatore Custodero, il “papà” del reattore Avogadro

Si è spento all’età di 102 anni Salvatore Custodero, una figura cardine della storia industriale e scientifica italiana, ma soprattutto l’uomo che legò indissolubilmente il proprio nome alla nascita del polo tecnologico di Saluggia. Ingegnere torinese di straordinaria lungimiranza, Custodero fu il primissimo direttore del Centro di ricerca nucleare saluggese, un gioiello d’avanguardia che svetta sul territorio con la sua celebre cupola in calcestruzzo armato e alluminio.

Addio a Salvatore Custodero, il “papà” del reattore Avogadro

La sua incredibile avventura prese il via a metà degli Anni Cinquanta, in concomitanza con la storica Conferenza internazionale di Ginevra del 1955 dedicata agli usi pacifici dell’energia atomica. In quel clima di fervore scientifico, il nome del giovane ingegnere venne segnalato direttamente ai vertici della Fiat. L’azienda torinese, insieme alla Montecatini, stava infatti fondando la Sorin, Società Ricerche Impianti Nucleari, con l’obiettivo di creare un centro d’eccellenza comune. Custodero accettò la sfida con totale entusiasmo, venendo catapultato in un progetto che per l’Italia rappresentava un terreno pionieristico, completamente da strutturare in termini di competenze e profili professionali.

Per prepararsi a un compito così ambizioso, l’ingegnere fu inviato a studiare nei più importanti centri europei: prima ad Harwell, all’epoca il cuore pulsante della ricerca sull’energia atomica nel Regno Unito, e successivamente a Monaco di Baviera, in Germania, presso il reattore sperimentale di Garching. Fu proprio l’esperienza tedesca a ispirare le soluzioni tecniche e le misure di sicurezza che Custodero avrebbe poi implementato sul territorio saluggese.

Un profondo legame con Saluggia

Il legame profondo con Saluggia si concretizzò formalmente nel 1958 con il suo trasferimento definitivo nel sito per gestire il nascente Centro Sperimentale e formare la squadra di tecnici. Nominato ufficialmente direttore del sito nel 1959, Custodero assunse su di sé la piena e diretta responsabilità della conduzione dell’impianto. Sotto la sua attenta e rigorosa supervisione, nel settembre di quello stesso anno, si svolsero le emozionanti operazioni di inaugurazione e start-up del primo reattore di ricerca privato in Italia, battezzato “Avogadro”.

Nei dodici anni di intensa attività del reattore, rimasto attivo fino ai primi Anni Settanta, Custodero guidò il centro mantenendo standard di sicurezza assoluti e un rispetto rigoroso per l’ambiente circostante, senza che si verificasse mai alcun incidente. Fu sempre lui, a metà degli Anni Sessanta, a intuire la necessità di diversificare le attività del sito piemontese prima della chiusura del reattore. Da una sua felice intuizione e dai contatti con il mondo medico nacque la storica riconversione di una parte del centro verso la bioingegneria, che portò alla nascita della Sorin Biomedica e alla produzione dei primi storici pacemaker italiani.

Con la scomparsa di Salvatore Custodero, Saluggia e l’Italia intera perdono non solo un grande professionista e un pioniere della scienza, ma l’ultimo testimone di una stagione straordinaria in cui un gruppo di giovani entusiasti, guidati dalla sua guida ferma, scelse la nostra terra per accendere il futuro della tecnologia italiana.