Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato martedì 9 giugno 2026 il nuovo decreto sugli autovelox che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.
Il provvedimento punta a introdurre un quadro normativo uniforme e più chiaro per garantire l’affidabilità degli strumenti di rilevazione, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridica degli accertamenti effettuati dagli organi di controllo.
Obiettivo maggiore trasparenza
Secondo il Ministero, il decreto consente di superare le criticità applicative emerse negli anni e di definire regole certe per l’utilizzo degli apparecchi di controllo della velocità.

Soddisfazione è stata espressa dallo stesso Salvini, che ha ribadito come la priorità resti quella di migliorare la sicurezza sulle strade italiane, evitando però che i controlli vengano percepiti come uno strumento per aumentare gli introiti a carico degli automobilisti.
Asaps soddisfatta, ma puntualizza: “Ci sono voluti 34 anni”
Accoglienza positiva anche da parte dell’Asaps, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, che ha definito la firma del decreto un passaggio storico per il settore.
“Sono stati necessari 34 anni dall’entrata in vigore del Codice della Strada del 1992 per arrivare a un provvedimento che ponesse fine a una vera e propria guerra tra cittadini e organi di polizia sulla questione autovelox e omologazione”, ha dichiarato il presidente Giordano Biserni.
Secondo Asaps, si tratta di una situazione anomala rispetto al resto d’Europa, dove il contrasto all’eccesso di velocità viene affrontato con strumenti normativi più consolidati ed efficaci.

L’associazione auspica ora una rapida entrata in vigore del decreto, possibilmente prima dell’esodo estivo, periodo tradizionalmente caratterizzato da un aumento del traffico sulle strade italiane.
A sostegno della richiesta, Asaps richiama i dati raccolti dai propri osservatori, che segnalano un bilancio ancora pesante sul fronte della sicurezza stradale, con 40 vittime registrate nel primo fine settimana di giugno.
“È necessario ripensare l’approccio alla sicurezza stradale – ha sottolineato Biserni – troppo spesso affrontata attraverso battaglie legali, senza considerare gli obiettivi europei di riduzione del 50% di morti e feriti entro il 2030“.
L’associazione evidenzia come una normativa chiara e condivisa possa contribuire a ridurre il contenzioso e a rendere più efficaci i controlli sul rispetto dei limiti di velocità.
“Esprimiamo quindi soddisfazione per questo passo avanti – ha concluso il presidente dell’associazione – con l’auspicio che finisca la criminalizzazione dei misuratori di velocità e che i controlli possano essere attivati nel quadro di una normativa finalmente chiara, certa e pienamente applicabile nella legalità”.