Il laterale mancino dell’Atalanta, Lorenzo Bernasconi, è il prototipo dell’antidivo. Il lavoro a Zingonia per la squadra è terminato con la fine del campionato (venerdì 22 maggio a Firenze) ma lui aveva da completare il recupero dopo lo stop causato da un problema al ginocchio (lesione al collaterale) subito contro la Lazio a fine aprile, nella semifinale di Coppa Italia persa a Bergamo ai rigori. Gli allenamenti per lui si sono quindi chiusi in questi giorni e riprenderanno una settimana prima del gruppo in modo da favorire e velocizzare la riatletizzazione.

La curiosità, tuttavia, è legata a quello che Bernasconi sta facendo anche fuori dal campo. Dopo aver presenziato a una cena atalantina in quel di Chignolo d’Isola lo scorso 19 maggio, Bernasconi un paio di sere fa è stato avvistato ad Arzago d’Adda, dove all’oratorio si sta disputando un torneo di calcio a 5, come in tantissimi altri paesi della provincia.
Il laterale, che quest’anno ha esordito in Champions League con il Psg e poi si è ritagliato uno spazio da protagonista lungo tutto l’arco della stagione, era lì semplicementa per vedere i suoi amici di Arcene.
Chi c’era racconta di come il calciatore nerazzurro sia andato ad Arzago per due sere di fila, ha seguito le partite senza sottrarsi alle richieste di fotografie e autografi e mostrando la solita grande disponibilità. Semplice e alla mano, Lorenzo Bernasconi dimostra come non tutti i calciatori siano proiettati nella dimensione social tra Ibiza e Formentera appena si chiude la stagione. In passato anche al torneo di Castel Cerreto (più vicino ad Arcene) la presenza di Bernasconi ha incuriosito chi di solito è abituato a vederlo in campo dentro uno stadio.