Una telefonata allarmante, seguita dalla minaccia di una perquisizione imminente e dalla comparsa di un sedicente carabiniere sulla soglia di casa della vittima: è la trama di un raggiro che si è infranto sul nascere, non appena l’anziana presa di mira, cosciente di quanto stesse accadendo, ha avvisato la figlia all’estero, dando il via ad una catena di comunicazioni culminata nell’intervento della Polizia di Stato e nell’arresto di un trentanovenne campano, ora gravemente indiziato del reato di tentata estorsione aggravata in concorso.
È accaduto nel quartiere Monteverde.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del locale Distretto, la vittima, una donna di 87 anni, avrebbe ricevuto una telefonata da un sedicente appartenente alle Forze dell’ordine, che le comunicava il rinvenimento di un suo documento d’identità sul luogo in cui, poche ore prima, era stata consumata una rapina.
Con il pretesto di dover svolgere verifiche urgenti, l’interlocutore avrebbe preannunciato l’arrivo di un “collega”, incaricato di effettuare una perquisizione presso la sua abitazione.
Nonostante le incalzanti chiamate tese a sollecitarne l’apprensione, l’anziana non ha tuttavia perso lucidità e ha chiesto aiuto a sua figlia, residente in Inghilterra. Quel contatto, inserito nel contesto di ripetute interlocuzioni col presunto militare, ha attivato un flusso di segnalazioni che, in breve tempo, hanno portato i poliziotti in suo soccorso.
Una volta raggiunto l’ingresso dello stabile di interesse, gli agenti hanno immediatamente intercettato il presunto “emissario” della truffa proprio davanti all’appartamento dell’anziana, mentre attendeva che lei gli aprisse la porta.
Alla richiesta di fornire spiegazioni sulla sua presenza, l’uomo avrebbe tentato di giustificarsi riferendo di un appuntamento per la vendita di un impianto di allarme.
Gli approfondimenti successivi hanno, però, consentito di delinearne il ruolo all’interno del meccanismo criminale. L’analisi del suo smartphone, infatti, ha permesso di risalire a messaggi contenenti istruzioni operative, l’indirizzo dell’abitazione da raggiungere ed indicazioni sulle modalità con cui presentarsi alla vittima.
Bloccato prima ancora di varcare la porta di casa, per il trentanovenne sono quindi scattate le manette, mentre proseguono le indagini finalizzate all’identificazione degli altri soggetti coinvolti nell’organizzazione del tentativo di truffa.
L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.