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Ponte del 2 giugno e vacanze estive: come cambiano le scelte dei viaggiatori italiani a causa dei rincari

Codacons: "Stangata da 640 milioni di euro su italiani in viaggio: gasolio +27% rispetto al Ponte del 2025". Udicon-Piepoli: "Per 7 persone su 10 le ferie costano di più rispetto al passato"

Ponte del 2 giugno e vacanze estive: come cambiano le scelte dei viaggiatori italiani a causa dei rincari

Il ponte del 2 giugno inaugura simbolicamente l’inizio delle ferie estive. Ma quest’anno, a causa delle conseguenze del contesto geopolitico internazionale, gli italiani si trovano a fare i conti con un aumento generalizzato dei costi legati agli spostamenti (in copertina: immagine creata con l’intelligenza artificiale).

Da una parte il Codacons segnala rincari record per carburanti e trasferimenti in auto, dall’altra un’indagine realizzata da Udicon insieme all’Istituto Piepoli evidenzia come l’aumento dei prezzi e le tensioni geopolitiche stiano modificando le abitudini di viaggio delle famiglie.

Il risultato è un quadro in cui partire resta una priorità per molti italiani, ma con vacanze più brevi, budget più contenuti e una crescente attenzione alle spese.

Carburanti, stangata da 640 milioni

Secondo le stime del Codacons, saranno circa 45 milioni le automobili in circolazione tra il fine settimana e la Festa della Repubblica. A pesare sui bilanci delle famiglie è soprattutto l’aumento del costo dei carburanti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La benzina registra infatti un incremento medio del 15,4%, mentre il gasolio segna un aumento ancora più marcato, pari al 27,5%.

Tradotto in termini pratici, un pieno di benzina costa mediamente 13 euro in più rispetto al ponte del 2025, mentre per i veicoli diesel l’aggravio arriva a circa 22 euro.

Considerando la composizione del parco auto italiano, il Codacons stima che la spesa aggiuntiva complessiva per i rifornimenti raggiungerà i 640 milioni di euro.

Pedaggi, arrivano i rimborsi

Accanto ai rincari, entra però in vigore una novità per gli automobilisti. Dal 1° giugno 2026 scatta infatti il sistema di rimborso dei pedaggi autostradali in caso di ritardi causati da cantieri o blocchi del traffico.

L’indennizzo sarà pari al 50% del pedaggio per ritardi compresi tra 60 e 119 minuti, al 75% per attese tra 120 e 179 minuti e al 100% in caso di blocchi superiori alle tre ore.

Per i ritardi causati dai cantieri, il rimborso scatterà in base alla lunghezza del percorso e al tempo perso durante il viaggio.

Il Codacons evidenzia tuttavia come, a pochi giorni dall’entrata in vigore della misura, i siti dei concessionari autostradali non abbiano ancora fornito indicazioni dettagliate sulle procedure da seguire per ottenere gli indennizzi.

Vacanze più brevi

L’indagine Udicon-Piepoli conferma che l’aumento dei costi sta incidendo profondamente sulle scelte degli italiani.

Sette persone su dieci ritengono che oggi una vacanza costi più rispetto al passato, mentre il 31% degli intervistati dichiara di aver ridotto la durata delle ferie.

Tra le principali ragioni emergono la minore disponibilità economica delle famiglie, indicata dal 45% del campione, l’aumento delle spese di viaggio (21%) e il rincaro delle strutture ricettive (13%).

Nonostante le difficoltà, il 68% degli italiani prevede comunque di partire almeno una volta nei prossimi mesi, privilegiando soprattutto le destinazioni nazionali, scelte dal 59% degli intervistati, seguite dalle mete europee con il 24%.

Come cambiano le scelte

Per contenere le spese, i viaggiatori stanno adottando diverse strategie.

Il 31% sceglie sistemazioni più economiche, il 27% preferisce destinazioni più vicine, il 23% riduce le spese per ristoranti e attività ricreative, mentre il 19% opta per periodi di bassa stagione.

Una quota significativa degli italiani si dichiara inoltre disposta a modificare il proprio stile di vacanza: il 29% preferirebbe mantenere gli stessi standard di comfort riducendo i giorni di permanenza, mentre il 28% accetterebbe qualche rinuncia pur di prolungare il soggiorno.

Guerra e trasporti

Le tensioni internazionali stanno influenzando sempre di più le decisioni dei vacanzieri. Secondo l’indagine, il 62% degli italiani tiene conto del contesto geopolitico nella pianificazione delle ferie.

Il 12% degli intervistati, pari a circa 6,1 milioni di persone, ha dichiarato di aver cancellato viaggi programmati per l’estate proprio a causa delle tensioni internazionali. Un ulteriore 11% afferma invece di aver subito la cancellazione del proprio volo.

Questa situazione sta favorendo il ritorno dei mezzi di trasporto tradizionali: oltre la metà degli italiani non prenderà l’aereo e sceglierà di viaggiare in automobile, opzione indicata dal 51% del campione, oppure in treno, preferito dal 18%.

Estate all’insegna del risparmio

I dati di Codacons e Udicon convergono nel delineare un’estate caratterizzata da una maggiore prudenza nelle spese. L’aumento dei carburanti, i costi di viaggio più elevati e l’incertezza internazionale stanno spingendo molte famiglie a ripensare le proprie vacanze, privilegiando mete vicine, soggiorni più brevi e soluzioni economicamente sostenibili.

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Partire resta una priorità per milioni di italiani, ma nel 2026 il turismo sembra sempre più legato alla capacità di trovare il giusto equilibrio tra desiderio di viaggio e contenimento dei costi.