Bergamo (BG)

Il narcotraffico passa dalla provincia di Bergamo: il report sulla presenza della criminalità organizzata

I casi di spaccio sono solo la punta dell’iceberg: qui operano realtà ben più vaste. Aumentati casi di intimidazioni e minacce contro amministratori locali

Il narcotraffico passa dalla provincia di Bergamo: il report sulla presenza della criminalità organizzata

di Elena Esposto

È comune pensare che le mafie siano un problema esclusivo del Sud Italia, ma negli ultimi anni le organizzazioni criminali sono profondamente cambiate e oggi si registra una presenza stabile anche nelle regioni e nelle province del Nord.

È il caso della Bergamasca, che, grazie alla sua fitta rete di piccole-medie imprese, offre “ottime” coperture per i reati economici, ma non solo.

Una dettagliata mappatura della presenza delle mafie nella zona è raccolta nel dossier Mafie, criminalità organizzata ed economica, a opera dell’Osservatorio sulle mafie in Bergamasca e del Coordinamento provinciale di Libera Bergamo, presentato alla cittadinanza venerdì 22 maggio.

«Questa è l’undicesima edizione di un’inchiesta che è attesa dalla comunità politica e culturale. Un lavoro che non intendiamo tenere solo per noi, ma che vogliamo donare alla comunità: sia quella sociale, sia politico-culturale, sia istituzionale affinché questo dossier venga adoperato per cercare di cambiare un esistente che ci preoccupa», afferma Gerardo Melchionda, co-referente del coordinamento provinciale.

Il dossier raccoglie dati e informazioni, provenienti da fonti giornalistiche e istituzionali, sulle modalità con cui le mafie operano nel territorio bergamasco.

Crocevia del narcotraffico

Se la cronaca quotidiana racconta soprattutto microcriminalità legata allo spaccio, il dossier presenta un gran numero di evidenze della presenza di traffici ben più vasti, anche di portata internazionale. In alcuni casi le indagini delle forze dell’ordine hanno (…)

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