«Leggendo, apprendo che la Guardia di finanza , per ordine del pm Matteo Gobbi, ha provveduto ad alcuni sequestri preventivi a carico di diversi indagati, in merio alle pratiche del rifacimento facciate nella nostra provincia». Il post FB, sibillino, è dell’ex consigliere comunale di Riva Ligure e più volte candidato sindaco Paolo Balloni.
Inchiesta Super Bonus: sequestri preventivi per gli imputati
Il riferimento è all’inchiesta per una presunta truffa ai danni dello stato e autoriciclaggio condotta dagli uomini delle Fiamme Gialle per 20 milioni di euro, che vede tra gli indagati il sindaco di Riva Ligure (FdI) Giorgio Giuffra, il fratello Massimo, già vertice della Confcommercio di Taggia insieme agli imprenditori Daniele Lanza, Giuseppe Ghu e all’ex vicesindaco socialista di Sanremo, poi al vertice di numerose società pubbliche all’epoca di Forza Italia (tra cui la Porto di Imperia spa) Carlo Conti.
Conti figurava come amministratore delegato di una società (The Sister srl) controllata dalle due figlie, che non risultano indagate. Stesse accuse contestate all’imprenditore taggese Giuseppe Ghu, 54 anni, titolare della Casa Olearia Taggiasca e molto legato ai fratelli Giuffra, anche in ambito calcistico, nella sua veste di presidente dello Sporting Taggia Sanremo. Il quinto indagato che compare nei decreti di perquisizione firmati dal pm Matteo Gobbi è l’immobiliarista Daniele Lanza, 56 anni, un tempo coinvolto nella macelleria di famiglia ad Arma di Taggia, anche lui storico dirigente del Taggia Calcio. Gli indagati sono difesi a vario titolo dagli avvocati Alessandro Moroni (il sindaco Giuffra), Maria Josè Sciortino per Carlo Conti e Alessandro Mager per gli altri soggetti coinvolti dall’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza.
I n particolare, al sindaco di Riva sarebbero stati sequestrati alcuni orologi di lusso, appartenenti a una collezione che il primo cittadino cura da tempo.
Le società coinvolte e le accuse della Procura
Nello specifico, l’avviso di garanzia consegnato ai cinque indagati, parla di «truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, costituite dal cosiddetto “Superbonus 110%” previsto dalla legislazione emergenziale pandemica e dai relativi crediti fiscali per lavori non realizzati, mediante creazione del credito d’imposta indebitamente percepito e successivamente liquidato, con successivo trasferimento di fondi illecitamente acquisiti attraverso attività di autoriciclaggio posta in essere dalle società GQuadro Snc di Giuffra Massimo e Giorgio (Riva Ligure, piazza Ughetto 12), S.R. Engineering Srl (ora S.R. Invest Srl di Sanremo, via Fratti 18), The Sister Srl (Sanremo, via Fratti 5), Magifin Srl (Riva Ligure, piazza Ughetto 12), Mapi Srl (Sanremo, via Fratti 12), Immobiliare Lanza Sas di Rosa Conio&C. (Bussana, regione Colletto Ozotto) e Prai Srl a Taggia in via della Cornice 72». Altre società citate nell’avviso di garanzia sono la Sviluppo Riviera Srl (ora Multivertx Srl di via Fratti 18 a Sanremo) e la GL Global Service Srl Unipersonale di via Colombo a Taggia.
Tutte le società vedono coinvolti, in un intreccio piuttosto complesso, sostanzialmente le stesse persone.
La Sviluppo Riviera in particolare figurava come general contractor e gli investigatori della Finanza ne descrivono «l’articolata attività illecita che pare sia sia realizzata grazie a una sovrafatturazione rispetto ai lavori edilizi realmente svolti dalle società e ditte subappaltatrici ed esecutrici».
I condomini coinvolti
Noto l’elenco dei 19 condomini oggetto degli interventi edilizi (con Ecobonus e Sismabonus) realizzati dalle 9 società riconducibili ai cinque indagati. In ordine alfabetico sono: Aurelia, Boeri, Boselli, Daria, Donegai, Fabrizio, Gardenia, Genziana, Ghu Gio Batta, Girasole, Ippocampo, Lory, Poppa, Remo, Rita, Romolo, Rossella, Selene, Spelta.