L’estate non è ancora iniziata, ma il gran caldo è già diventato un’emergenza sanitaria. In Italia, secondo i bollettini sulle ondate di calore del ministero della Salute, oggi, 27 maggio 2026, sono 14 le città da bollino arancione: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Domani, giovedì 28 maggio, il livello salirà ancora: i primi 4 bollini rossi della stagione sono attesi a Bologna, Firenze, Roma e Torino.
Il ministero pubblica i bollettini da maggio a settembre su 27 città italiane, con previsioni a 24, 48 e 72 ore, per prevenire gli effetti del caldo sulla salute, soprattutto tra anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti.
Il dato italiano si inserisce in un quadro europeo già segnato da temperature eccezionali. In Regno Unito è stato registrato il giorno di maggio più caldo di sempre, con Londra arrivata a circa 35°C, mentre in Francia l’ondata di calore ha spinto diverse aree su valori insoliti per il periodo, con allerta arancione in vari dipartimenti e decessi collegati al caldo o a incidenti avvenuti durante attività sportive e balneari.
Italia, l’allerta sale di livello
Il passaggio più significativo è quello previsto per domani, 28 maggio 2026, quando scatterà il bollino rosso in quattro città. Il livello 3 del sistema del ministero della Salute indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi non solo sulle persone più fragili, ma anche sulla popolazione sana e attiva, soprattutto in caso di esposizione prolungata al sole o attività fisica nelle ore più calde.
Oggi, invece, il quadro resta dominato dai bollini arancioni, che segnalano condizioni meteorologiche potenzialmente rischiose per la salute, in particolare per le categorie vulnerabili. Il caldo riguarda soprattutto le grandi città e le aree interne, dove l’effetto isola di calore rende più difficile il raffrescamento notturno. Il ministero ha riattivato il servizio quotidiano dei bollettini per il 2026 dal 25 maggio al 20 settembre.
Le città più esposte
Il quadro più delicato riguarda Bologna, Firenze, Roma e Torino, destinate a passare al livello rosso. Sono città molto diverse tra loro, ma accomunate da un elemento: temperature elevate, forte urbanizzazione e una popolazione numerosa esposta agli effetti del caldo, soprattutto nelle fasce più fragili.
In queste condizioni, il rischio non è legato soltanto al picco di temperatura nelle ore centrali della giornata, ma anche alla difficoltà del corpo di recuperare durante la notte. Quando le temperature restano alte anche dopo il tramonto, aumentano stanchezza, disidratazione, colpi di calore e aggravamento di patologie cardiovascolari o respiratorie.
Regno Unito, maggio da primato
Il caldo anomalo non riguarda solo il Mediterraneo. Nel Regno Unito, secondo Associated Press e Guardian, le temperature hanno raggiunto livelli da record per il mese di maggio, con Londra intorno ai 35°C e il precedente primato mensile superato. Si tratta di valori eccezionali per un Paese abituato a un clima più temperato e meno preparato, nelle abitazioni e nei servizi, a gestire ondate di calore intense.
Il caldo ha spinto molte persone verso parchi, spiagge e corsi d’acqua, ma ha anche aumentato i rischi legati a malori, incendi e incidenti in acqua. Le autorità britanniche hanno diffuso avvisi sanitari, mentre i media locali hanno segnalato disagi nei trasporti e problemi legati alla rete idrica in alcune zone.
Francia, caldo precoce e vittime
Anche la Francia sta affrontando un’ondata di calore fuori stagione. Secondo il Guardian, il Paese ha registrato alcuni dei giorni di maggio più caldi della sua storia recente, con temperature fino a circa 39°C in alcune aree e l’attivazione anticipata del sistema nazionale di allerta caldo. Sono stati segnalati diversi decessi, alcuni legati ad attività sportive o a incidenti in acqua durante la ricerca di refrigerio.
Valori molto elevati anche in Spagna e condizioni favorite da una massa d’aria calda di origine nordafricana, intrappolata da un sistema di alta pressione.
Le raccomandazioni
Con l’allerta in aumento, le indicazioni restano quelle note ma decisive: evitare di uscire nelle ore più calde, bere spesso, ridurre l’attività fisica intensa, proteggere bambini e anziani, controllare le persone fragili che vivono sole, non lasciare mai persone o animali in auto e prestare attenzione ai farmaci che possono aumentare il rischio di disidratazione.
La particolarità di questa ondata è il calendario: arriva a fine maggio, quando molte persone non hanno ancora modificato abitudini, orari e comportamenti come accade nei mesi centrali dell’estate.
Il numero 1500 e le informazioni per cittadini e lavoratori
Negli anni scorsi, per accompagnare le fasi più intense dell’estate, il ministero della Salute ha attivato anche il numero di pubblica utilità 1500, gratuito e pensato per offrire ascolto e informazioni ai cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili e più esposte agli effetti delle ondate di calore.

Nel 2025 il servizio è stato attivo dal 23 giugno al 12 settembre, dal lunedì al venerdì, festivi esclusi, nella fascia oraria 9-17, in sinergia con l’Inail. Il numero ha fornito consigli utili per prevenire gli effetti del caldo sulla salute, informazioni sulle previsioni del sistema di sorveglianza del ministero della Salute nelle 27 città monitorate, con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, e orientamento sui servizi attivati da Regioni e Comuni.
Dal 2024 il servizio si rivolge anche al mondo del lavoro, con informazioni su norme, linee guida e sistemi di allerta legati ai rischi del caldo per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Fra i temi trattati rientrano il sistema di allerta predisposto da Inail, in collaborazione con il Cnr-Ibe, nell’ambito del progetto Worklimate, le indicazioni per la tutela dei lavoratori outdoor dall’esposizione solare e il supporto medico-sanitario di secondo livello, garantito attraverso la collaborazione dei dirigenti sanitari del ministero della Salute.