Obesità nei pet: buffa caricatura o problema da non sottovalutare? Sempre più cani e gatti in sovrappeso, anche tra gli animali ceduti ai rifugi. Enpa Monza lancia l’allarme
Un fenomeno sempre più diffuso
Da qualche anno a questa parte siamo abituati a vedere, specialmente sui social e in televisione, simpatici video di gatti grassocci che faticano a saltare, o di cani in evidente sovrappeso che ciondolano alla ricerca di cibo.
Vedere questi teneri e buffi animali sviluppa negli utenti un senso di conforto che molto spesso porta a un’associazione di idee, errata e dannosa: il sovrappeso diviene sinonimo di eccesso di cura mentre il normopeso, più facilmente associato al sottopeso, diventa sinonimo di deprivazione.
Negli ultimi anni è inoltre un fenomeno in crescita anche nei canili e nei gattili, con la cessione di proprietà di gatti adulti o addirittura anziani già al limite dell’obesità. Purtroppo, le problematiche legate a questa condizione vengono spesso sottovalutate, finendo per sfociare con facilità in patologie dannose, e talvolta irreversibili, per i nostri amici a quattro zampe.
Le cause principali
L’obesità nei cani e nei gatti è diventata una delle problematiche più frequenti nella medicina veterinaria. Sempre più spesso gli animali domestici conducono una vita sedentaria e ricevono un apporto calorico superiore al fabbisogno reale.
Le cause dell’obesità sono quasi sempre multifattoriali: alimentazione non controllata, fuoripasto frequenti (anche con cibi ad uso umano non adeguati alla dieta
dei nostri animali) e sedentarietà rappresentano i fattori principali. A questi si aggiungono la sterilizzazione, l’età avanzata e, in alcuni casi, patologie metaboliche, come ipotiroidismo e morbo di Cushing. Per esempio, in particolare nel gatto domestico “indoor”, la ridotta possibilità di movimento e la noia ambientale giocano un ruolo decisivo nell’aumento di peso.
Ma quelli che possono sembrare solo “un paio di chili di troppo”, sono in realtà una condizione patologica vera e propria.
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Conseguenze sulla salute
Il sovrappeso incide profondamente sulla salute generale dell’animale: aumenta il carico su articolazioni e scheletro, favorendo dolore, artrosi e riduzione della mobilità; predispone inoltre a disturbi metabolici, come il diabete mellito; e complicazioni al sistema cardiovascolare e immunitario.
Diversi studi evidenziano inoltre che il tessuto adiposo in eccesso non è inerte, ma produce sostanze in grado di portare al raggiungimento di uno stato di infiammazione cronica. Questo processo, oltre al sistema immunitario, può coinvolgere organi quali cuore e fegato, riducendo sia la qualità che la durata della vita dell’animale.
Prevenzione e gestione
Prevenire l’obesità significa adottare una gestione consapevole dell’alimentazione e dello stile di vita del nostro amico a quattro zampe: una dieta equilibrata, il controllo delle porzioni e un’attività fisica regolare sono elementi fondamentali per la prevenzione. Nel gatto che non ha la possibilità di uscire è inoltre utile anche lavorare sull’arricchimento ambientale, stimolandolo al gioco e al movimento.
Infine, il monitoraggio veterinario resta assolutamente essenziale per individuare precocemente il sovrappeso e delineare eventuali percorsi sicuri per il ristabilimento dell’equilibrio dell’animale.
Una condizione da non banalizzare
In conclusione, l’obesità non è una questione di estetica né un sinonimo di cura del proprio animale, è una patologia cronica che nella grande maggioranza dei casi finisce per comprometterne seriamente la salute e il benessere.
Riconoscerla e prevenirla significa garantire una vita più lunga, attiva e di migliore qualità ai nostri cani e gatti. Perché, in fondo, amare il proprio amico a quattro zampe significa aiutarlo a rimanere in salute e ciò comporta, in primis, assicurarsi che sia in ottima forma.