Cernusco Sul Naviglio (MI)

Oggi Gaetano Scirea avrebbe compiuto 73 anni

Il campione del mondo 1982 nato a Cernusco sul Naviglio era nato il 25 maggio 1953

Oggi Gaetano Scirea avrebbe compiuto 73 anni

Ricorre oggi, lunedì 25 maggio 2026, il 73esimo anniversario della nascita di Gaetano Scirea. Una ricorrenza che è cara anche a Cernusco sul Naviglio dove il campione, prematuramente scomparso nel 1989 in un incidente stradale, ha avuto i natali.

Il ricordo di Scirea in città

Gaetano Scirea e suo fratello maggiore Paolo erano nati in città, dove abitano ancora alcuni parenti. Poi per il lavoro del padre impiegato alla Pirelli, la famiglia si era trasferita a Cinisello Balsamo: allora Paolo aveva 8 anni, Gaetano 5.

Successivamente entrambi avevano iniziato a giocare a calcio nella locale società oratoriana della Serenissima, dove Gaetano fu poi notato da un allenatore che aveva legami con l’Atalanta. Andò a Bergamo e poi alla Juventus.

Fu l’inizio di una carriera straordinaria, non solo per numero di vittorie (tra cui quella del Mondiale dell’82 con la Nazionale), ma perché il carisma, la correttezza e l’esempio lo trasformarono in un’icona ammirata da tutti, a prescindere dalla fede calcistica o dalla passione sportiva.

Il tributo a un campione

A Cernusco lo stadio di calcio del centro sportivo “Ermanno Zacchetti” di via Buonarroti è intitolato a lui.

cernusco sul naviglio stadio gaetano scirea

Inoltre nel 2015 dall’Amministrazione comunale fu lanciata per la Fiera di San Giuseppe l’iniziativa di far realizzare delle opere di street art su temi inerenti la pace, l’inclusione, la lealtà.

Avevano lavorato quattro street artist e due writer (quelli che sono specializzati in scritte e non in figure). Furono dipinti Gaetano Scirea, Gandhi, Dennis Brown e Gesù Cristo.

Diventato sindaco, Ermanno Zacchetti, si innamorò di quello di Scirea e lo volle sistemare nell’ufficio del sindaco in Villa Greppi.

Alla morte del primo cittadino, avvenuta a luglio 2024, con la riqualificazione del bar all’oratorio Paolo VI da parte dell’Aso Cernusco, la polisportiva oratoriana, il dipinto fu spostato lì.

Un modo per conservarlo e ricordare non solo Scirea, ma anche Zacchetti, che fu presidente del Gso, la polisportiva oratoriana del Paolo VI che poi si fuse con quella dell’oratorio Sacer e diede vita all’Aso appunto.

E allo stesso tempo un modo per tramandare alle nuove generazioni di sportivi quei valori di fair play che erano incarnati da Scirea, uno che in tutta la sua carriera non conobbe mai la parola “espulsione”.

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